ISTAT Commercio al Dettaglio luglio 2026

Disponibile il commento ai dati e l'utile glossario


Economia - pubblicata il 04 Settembre 2026


Fonte: ufficio stampa ISTAT

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Commercio al dettaglio
 A luglio 2026, rispetto al mese precedente, le vendite al dettaglio risultano in calo sia in valore (-0,4%) sia in volume (-0,5%). Risultano in diminuzione sia le vendite dei beni alimentari (-0,4% in valore e -0,5% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (rispettivamente -0,4% e -0,7%).
 Nel trimestre maggio-luglio 2026, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio vedono un incremento in valore (+0,2%) e una flessione in volume (-0,1%). Le vendite dei beni alimentari diminuiscono in valore (-0,1%) e in volume (-0,3%), mentre quelle dei beni non alimentari sono in aumento (+0,4% in valore e +0,1% in volume).
 Su base tendenziale, a luglio 2026, le vendite al dettaglio registrano una crescita dello 0,8% in valore e un calo dello 0,6% in volume. I beni alimentari aumentano in valore (+0,3%) e diminuiscono in volume (-1,0%) così come quelle dei beni non alimentari (rispettivamente +1,1% e -0,2%).
 Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali eterogenee tra i gruppi di prodotti. L’aumento maggiore riguarda Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+6,1%) e Altri prodotti (+5,0%), mentre Calzature, articoli in cuoio e da viaggio registrano il calo più consistente (-2,8%).
 Rispetto a luglio 2025, le vendite al dettaglio sono in aumento per la grande distribuzione (+1,6% in valore e +0,6% in volume) e il commercio online (rispettivamente +2,4% e +1,6%).

Il Commento

A luglio 2026 le vendite al dettaglio registrano il secondo calo mensile congiunturale consecutivo, sia in valore sia in volume.
Su base tendenziale, si evidenzia un rallentamento della crescita in valore sia per il comparto alimentare sia per quello non alimentare, mentre i volumi risultano in diminuzione.
Sempre in termini tendenziali, a luglio le vendite al dettaglio risultano in aumento, sia in valore sia in volume, esclusivamente per la grande distribuzione e il commercio elettronico.

4 settembre 2026

GLOSSARIO

Grande distribuzione: la definizione di tale aggregato è stata rivista con l’adozione della classificazione Ateco 2007, soprattutto in relazione alla sua articolazione. Rientrano nella grande distribuzione:
Le imprese non specializzate a prevalenza alimentare
 Ipermercato (Ateco 47111): esercizio di vendita al dettaglio con superficie di vendita superiore a 2.500 metri quadrati, articolato in reparti (alimentari e non alimentari), ciascuno dei quali avente, rispettivamente, le caratteristiche di supermercato e di grande magazzino.
 Supermercato (Ateco 47112): esercizio di vendita al dettaglio operante nel campo alimentare (autonomo o reparto di grande magazzino) organizzato prevalentemente a libero servizio e con pagamento all’uscita, che dispone di una superficie di vendita normalmente superiore a 400 metri quadrati e di un vasto assortimento di prodotti alimentari, in prevalenza preconfezionati, nonché articoli del settore non alimentare per l’igiene e la pulizia della casa, della persona e degli animali.

Discount di alimentari (Ateco 47113): esercizio di vendita al dettaglio in sede fissa di superficie medio grande che, attuando una politica di abbattimento dei costi di impianto, di gestione e di servizio, offre in self-service una gamma limitata di prodotti, generalmente non di “marca”, a prezzi contenuti rispetto alla media di mercato.

Le imprese non specializzate a prevalenza non alimentare
 Grande magazzino ed Esercizio non specializzato di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici (Ateco 47191, 47192): in entrambi i casi si tratta di un esercizio di vendita al dettaglio di prodotti quasi esclusivamente non alimentari, che dispone generalmente di una superficie di vendita superiore a 400 metri quadrati e offre un assortimento di prodotti appartenenti a diversi settori merceologici (quali, ad esempio, elettronica di consumo, elettrodomestici,
abbigliamento, mobili, articoli per la casa).

Le grandi superfici specializzate
 Grandi superfici specializzate: sono definite come imprese commerciali che attuano la vendita, attraverso esercizi in sede fissa, di una tipologia unica o prevalente di prodotti non alimentari, su una superficie di vendita generalmente superiore ai 400 metri quadrati con caratteristiche organizzative proprie della grande distribuzione.

Punto di vendita operante su piccola superficie: punti di vendita appartenenti alla distribuzione tradizionale, caratterizzati da una superficie inferiore ai 400 metri quadrati. Possono essere esercizi specializzati o non specializzati. Fra questi ultimi rientrano i minimercati (Ateco 47114), i negozi che vendono surgelati (Ateco 47115) e gli empori (Ateco 47199).

Commercio elettronico (Ateco 47911): vendita realizzata attraverso reti informatiche che utilizzano il protocollo Internet e/o altre connessioni tra computer. Gli indicatori mensili sul commercio elettronico si riferiscono alle vendite on-line effettuate da imprese che abbiano come attività prevalente o esclusiva la vendita al dettaglio attraverso internet. Le vendite on-line realizzate dalle imprese che svolgono in prevalenza un’attività commerciale diversa dal
commercio elettronico confluiscono negli aggregati relativi a tali attività.

Vendite al di fuori dei negozi (Ateco 478 e 479, tranne 47911): vendite effettuate mediante canali diversi dai punti di vendita in sede fissa e dal commercio elettronico. Rientrano in queste forme il commercio ambulante, la vendita porta a porta, i distributori automatici e la vendita per corrispondenza e attraverso TV.

Indice del valore delle vendite al dettaglio: misura la variazione nel tempo del valore delle vendite al dettaglio a prezzi correnti.
Indice di volume delle vendite al dettaglio: misura la variazione nel tempo del volume delle vendite al dettaglio.
Si ottiene dal corrispondente indice in valore, depurandolo dall’effetto dovuto alle variazioni dei prezzi dei beni venduti, misurate mediante gli Indici armonizzati dei prezzi al consumo (IPCA).
Dati destagionalizzati: dati depurati, mediante apposite tecniche statistiche, dalle fluttuazioni attribuibili alla componente stagionale (dovute a fattori meteorologici, consuetudinari, legislativi, ecc.) e, se significativi, dagli effetti di calendario. Questa trasformazione dei dati è la più idonea a cogliere l’evoluzione congiunturale di un indicatore.
Variazione congiunturale: variazione percentuale rispetto al mese o al periodo precedente.
Variazione tendenziale: variazione percentuale rispetto allo stesso mese o periodo dell’anno precedente.

COMMERCIO AL DETTAGLIO Obiettivi conoscitivi e quadro normativo di riferimento

L’indice del commercio al dettaglio misura l’andamento nel tempo dell’ammontare delle vendite delle imprese appartenenti alla divisione 47 della classificazione delle attività economiche Ateco 2007, al netto delle vendite di combustibili. Sono altresì escluse dalla rilevazione le imprese la cui attività prevalente consiste nella vendita di autoveicoli.
A partire dal 1° gennaio 2021 ha effetto il Regolamento (UE) 2019/2152 del  Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 (con successivo Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1197 della Commissione europea del 30 luglio 2020) che stabilisce il livello di dettaglio, la metodologia e la cadenza con cui gli indicatori congiunturali devono essere prodotti e trasmessi a Eurostat.

La rilevazione del commercio al dettaglio è prevista dal Programma statistico nazionale (PSN) in vigore.
La rilevazione è di tipo campionario, l’unità di osservazione è l’unità di attività economica (UAE), la variabile richiesta è l’ammontare delle vendite al dettaglio nel mese di riferimento, distinte per tipologia di prodotti.
La lista di riferimento per l’individuazione delle imprese che entrano a far parte del campione è costituita dall’Archivio statistico delle imprese attive (ASIA).

Base di riferimento degli indici
Le serie degli indici sono diffuse con riferimento alla base 2021=100 e alla classificazione delle attività economiche Ateco 2007 (versione italiana della classificazione europea Nace Rev. 2) 1 .
Gli indici mensili del commercio al dettaglio in base 2021=100 per il periodo compreso tra gennaio 2021 e dicembre 2023 sostituiscono gli indici in base 2015=100 diffusi in precedenza per l’analogo periodo. Gli indici relativi ai periodi precedenti il 2021 (da gennaio 2000 a dicembre 2020) sono stati riportati alla base 2021=100 slittando i corrispondenti indici calcolati in base 2015.
In tal modo è stato possibile rendere disponibili agli utilizzatori serie storiche di indici in base 2021 sufficientemente lunghe per poter realizzare analisi e approfondimenti
.
Il disegno di campionamento
Il campione teorico dell’indagine è composto da oltre 8.000 imprese, che sono residenti in Italia ed esercitano la loro attività sull’intero territorio nazionale.
Il campione è stratificato in base alle seguenti variabili:
 attività prevalente dell’impresa secondo la classificazione delle attività economiche Ateco 2007;
 dimensione dell’impresa, individuata sulla base di tre classi di addetti (1-5, 6-49 e almeno 50).
Lo schema di campionamento prevede un’estrazione casuale per le imprese appartenenti agli strati composti da imprese che hanno meno di 50 addetti e l’inserimento censuario nella rilevazione per tutte le unità con 50 e più addetti.
All’interno del sistema di ponderazione riferito al 2021, il peso della grande distribuzione in termini di fatturato è pari al 46,2%, mentre il peso delle imprese operanti su piccole superfici corrisponde al 45,5%; le due forme di vendita relative al commercio elettronico e alle vendite al di fuori dei negozi hanno un peso pari, rispettivamente, al 5% e al 3,3%. Il prospetto riportato nella pagina successiva presenta il sistema dei pesi utilizzato nell’aggregazione
dell’indice delle vendite al dettaglio riferito all’anno 2021 confrontato con quello relativo al 2015.

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