La Camera di Commercio di Treviso – Belluno contribuisce a RE.USE

Per una nuova cultura d’impresa verso un’economia circolare


Eventi - pubblicata il 30 Ottobre 2018


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Treviso, 26 ottobre 2018. La Camera di Commercio di Treviso – Belluno – afferma il Presidente Pozza – ha voluto abbracciare il progetto della mostra di
Re.use
per accompagnare il territorio ad una nuova forma di cultura d’economia tramite il linguaggio dell’arte.

La convinzione è che la cultura sia un’ottima occasione per comunicare i valori e, proprio in questa occasione, viene espresso dall’arte un tema a noi caro: l’economia circolare.
La mostra RE.USE Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea aiuta ad accompagnare il cittadino in un percorso di cambiamento culturale circa il rapporto con gli oggetti,
pensati anche con un cambio d’uso per poi divenire arte o nell’impresa, per essere rimessi in produzione senza creare sprechi o rifiuti.

La più produttiva risposta alla crisi è stata la green economy quale formidabile fattore di competitività. Rappresenta una prospettiva che guarda avanti e affronta le sfide del futuro in
coerenza con la natura della nostra economia. L’ambiente, le risorse sono vissuti come elementi preziosi sempre meno disponibili alle imposizioni di un business irrispettoso.
Ecco l’importanza di un cambio culturale anche nell’idea d’impresa – puntualizza il Presidente -. Bella l’idea di una mostra che si declina in diverse sedi della città creando
una comunicazione capace di creare una visione d’insieme condivisa.

La Camera di Commercio vuole perseguire il principio dell’importanza dell’arte per l’economia e la società trevigiana.
Alle istituzioni e così ai privati fa bene parlare d’arte, e così declinare gli incontri istituzionali in un racconto capace di guardare all’economia di un territorio quale contenitore di
saperi antichi e nuovi.
Siamo consapevoli che importanti scelte d’investimento non guardano all’immediato, ma al futuro per il bene di una comunità e per l’attrattività che sanno generare nel creare un’educazione
volta alla cultura dei giovani.
Sta maturando – conclude Pozza – nella consapevolezza di tutti, cittadini ed imprese appartenenti ai vari settori economici, che il patrimonio culturale, ambientale e di tradizioni è
un bene di tutti che richiede una forte coesione ed una capacità collettiva per preservarlo e renderlo fruibile.

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