Mostra itinerante nei luoghi di Giovanni Paolo I – UN PAPA INATTESO. Belluno, Oderzo, Vittorio Veneto, Treviso, Venezia.

Convegno di presentazione del progetto Venerdì 26 settembre ore 20.45, nella Sala Conferenze della Camera di Commercio di Treviso – Belluno


Eventi - pubblicata il 24 Settembre 2025


Fonte: ufficio stampa evento

Papa Luciani Mostra

Nel Giubileo della Speranza, l’ “uomo Luciani” parla all’uomo di oggi attraverso un percorso espositivo a cura di Nicola Panciera, Milena d’Agostino e Simone Martuscelli,  in collaborazione con Rivela, che ne testimonia lo sguardo profetico su tutti i temi chiave dell’esistenza.

Un pellegrinaggio sulle tracce del beato nato ai piedi delle Dolomiti venete, prima Vescovo di Vittorio Veneto, poi Patriarca di Venezia quindi successore di Pietro per 34 giorni, guidato da immagini di archivio, video, oggetti personali, per rileggere il presente alla luce della virtù a lui più cara: la Speranza.

Convegno di presentazione del progetto: Venerdì 26 settembre ore 20.45, nella Sala Conferenze della Camera di Commercio di Treviso – Belluno

Mario Pozza: « La mostra itinerante dedicata al Beato Luciani Giovanni Paolo I, che inizia nell’anno giubilare, è molto più di un percorso espositivo è un’occasione per riscoprire un’eredità spirituale e culturale che appartiene a tutti noi. La Sua fede semplice e profonda, radicata nella tradizione della nostra terra, continua a parlare al cuore delle persone, offrendo messaggi di speranza e di umanità quanto mai attuali.

Come Camera di Commercio – evidenzia il Presidente Mario Pozza –  sosteniamo con convinzione questo progetto perché unisce memoria e futuro, valorizza il territorio veneto e bellunese e contribuisce a diffondere nel mondo la certezza del Cristo risorto fondamento della Pace e della Solidarietà Umana , che ha animato il suo breve Pontificato. Con il sorriso Papa Luciani ha conquistato il cuore di molti uomini e donne. È un’iniziativa che mette insieme istituzioni, comunità, scuole e realtà culturali, creando un ponte tra generazioni e offrendo nuove prospettive di crescita anche per il nostro territorio. Significativo, aggiungo, che parta dal Veneto, una terra che ci ha dato ben tre papi.  A breve arriverà a Treviso il forum Pymes, e come presidente di Assocamerestero coglierò l’occasione per invitare i Paesi dell’America Latina a ospitare la mostra.

Treviso, 23.09.2025 – «Vi parlo oggi di questa virtù (la speranza), che è obbligatoria per ogni cristiano». Così Giovanni Paolo I, il 20 settembre 1978. Non solo un sermone per i  fedeli riuniti in piazza San Pietro in occasione della tradizionale udienza generale del mercoledì. Il “Papa del sorriso” incarnò la speranza in prima persona dal primo all’ultimo giorno della sua vita, rendendosi testimone dell’insegnamento di Cristo a partire, appunto, dalla più autentica umanità di quest’ultimo. La virtù della speranza era in particolare lodata da Luciani attraverso i versi di Dante, come «uno attender certo / de la gloria futura, il qual produce / grazia divina e precedente merto» (Paradiso XXV, 67-69).

Ancora più pregnante diventa, allora, celebrarne la memoria in questo anno giubilare dedicato alla virtù teologale che, tra tutte le tre, è – a detta del compianto pontefice Francesco – «la più piccola (nel senso di umile, ndr) perché rimane nascosta», ma al  contempo «la più forte».

Occasione che l’associazione di promozione sociale veronese Rivela, ha prontamente e sapientemente tradotto in un nuovo progetto espositivo dal titolo “Un Papa inatteso -Beato Luciani: uno sguardo profetico sull’uomo di oggi”, nato da una idea di Nicola Panciera, formatore e curatore di mostre didattiche, e di Milena d’Agostino, che all’Archivio storico del Patriarcato di Venezia ha curato la catalogazione dei volumi appartenuti a Albino Luciani.

Un “pellegrinaggio” storico-culturale nonché spirituale, sulle tracce del 263° successore di Pietro, con tappa nei luoghi della terra veneta che lo videro formarsi prima al Seminario minore di Feltre poi al Gregoriano di Belluno, ottenere la cattedra di Vescovo di Vittorio Veneto, diventare Patriarca di Venezia e infine salire al Soglio Pontificio.

Meta, quest’ultima, che nel racconto dell’itinerario proposto da Rivela, cui collaborano la Fondazione e Museo-Casa Natale di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I di Canale d’Agordo, Simone Martuscelli (autore del testo Soave e piano. Il discorso letterario nel magistero di Albino Luciani), e la Marcianum Press Edizioni Studium, diventa  il punto di partenza; perché si sa, spesso, è dalla “fine che tutto ha inizio”.

Per la Chiesa, appena reduce dal Concilio Vaticano II, inizia un’epoca di rinnovamento alla quale Giovanni Paolo I apporta, dal canto suo, un’ulteriore aria di cambiamento. Luciani è, ad esempio, il primo pontefice a darsi un nome composto, in evidente segno di continuità e gratitudine vuoi verso Giovanni XXIII, che lo nominò Vescovo di Vittorio Veneto, vuoi verso Paolo VI, che lo volle cardinale. Così come è il primo a sdoganare la forma del pluralis maiestatis («Ieri mattina io sono andato alla cappella Sistina a votare tranquillamente ….», furono le sue prime parole dalla Loggia di San Pietro), inaugurando uno stile comunicativo nuovo, fin da subito semplice, diretto, vicino alla gente. Essere “prossimo” anche attraverso il linguaggio, appunto, ma soprattutto “servo umile”, è la bolla identificativa del suo pontificato.

Ma c’è una immagine, che più di ogni parola, ne definisce ulteriormente il profilo. Quella della “polvere”, da egli stesso richiamata nella Prima Lettera alla Diocesi di Belluno (3 gennaio 1959): «Appena designato vostro vescovo – scrive Luciani -, ho pensato che il Signore venisse attuando anche con me un suo vecchio sistema: certe cose, scriverle non sul bronzo o sul marmo, ma addirittura sulla polvere, affinché, se la scrittura resta, non scompaginata o dispersa dal vento, risulti chiaro che il merito è tutto e solo di Dio. Io sono la polvere; la insigne dignità episcopale e la diocesi di Vittorio Veneto sono le belle cose che Dio si è degnato scrivere su me; se un po’ di bene verrà fuori da questa scrittura, è chiaro fin da adesso che sarà tutto merito della grazia e della misericordia del Signore». 

L’ALLESTIMENTO, TAPPE E LUOGHI

Il progetto, che vede il sostengo di TH Resort (main sponsor), il contributo di Regione Veneto e Camera di Commercio di Treviso – Belluno e Scuola Grande di San Teodoro, e i patrocini delle Diocesi e dei Comuni dei territori coinvolti, è concepito altresì in prospettiva del 50° anniversario della morte del papa bellunese (2028), e sarà presentato al pubblico il 26 settembre alle 20.45 nella Sala Conferenze della Camera di Commercio di Treviso -Belluno|Dolomiti, tra gli Enti che hanno collaborato e contribuito all’evento,  dai curatori Panciera e d’Agostino, Giovanni Bresadola per l’associazione Rivela, Loris Serafini, direttore della Fondazione e del Museo-Casa Natale di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I di Canale d’AgordoMario Pozza, Presidente della Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti

Mentre la mostra aprirà ufficialmente i battenti il 3 ottobre 2025 ore 18.30, con un evento inaugurale che avrà inizio nella sede Sala di Confindustria per poi proseguire con taglio del nastro nel Seminario Gregoriano di Belluno, dove sarà visitabile fino al 15 ottobre per poi salpare alla volta di Oderzo dal 19 ottobre al 16 novembre Vittorio Veneto (metà gennaio), Treviso (fine gennaio), Venezia (febbraio), e nel mese di giugno a Padova (tutti gli aggiornamenti su www.rivela.org)

Un percorso multimediale composto da 40 pannelli e tre video, comprese infografiche e oggetti personali di Luciani (veste papale, zucchetti e alcuni libri provenienti dal Museo -Casa natale ad egli intitolato), in linea con l’approccio di Rivela, nata a Verona nel 2002 come frutto del lavoro svolto da volontari che organizzano mostre itineranti a tema storico, artistico e sociale, mossi dall’intento di valorizzare il significato culturale e religioso delle manifestazioni locali. Quattro, invece, le sezioni tematiche: “Elezione a papa”; “I luoghi di Luciani”; “L’avventura cristiana”; “Il Pontificato”.

Terminato il primo tour, inserito nel Giubileo della Speranza, l’intenzione degli organizzatori in vista della ricorrenza del 2028, è di riproporre l’allestimento anche in altre destinazioni del Veneto, in qualche modo collegate alla vicenda del “papa inatteso”.

Da dove nasce la mostra?

Milena d’Agostino: «La mostra nasce, si può dire, da una storia famigliare. Di me e di Nicola. Nel 2021, in qualità di dipendente del Patriarcato di Venezia,  mi è stato affidato il compito di catalogare i volumi appartenuti a Luciani conservati nella sala dedicata al Beato Giovanni Paolo I della Biblioteca diocesana Benedetto XVI a Venezia, presso il Seminario Patriarcale.  Ogni giorno, tra i volumi da catalogare, ho scoperto piccoli tesori: chiose e  note che Luciani riportava tra le pagine dei suoi libri.  Margini fittamente annotati, commenti che spaziavano dall’ironia  alla profonda riflessione.

Tra questi, un riferimento alla poesia di Trilussa “Noè e er pollo”, una di quelle citazioni che non ti aspetteresti certo da un religioso, ma che Luciani aveva capito fare al caso suo per una catechesi sull’amore, probabilmente rivolta a giovani coppie di sposi. Ecco, questo particolare, che ho poi condiviso con mio marito Nicola, è stata la scintilla che ha ispirato l’idea di questa mostra. Era come se attraverso quei ritrovamenti, Luciani mi parlasse silenziosamente attraverso il tempo. Non solo con l’intelligenza emergente da questi suoi appunti, ma anche con la sua sensibilità e sottile ironia. Non si trattava più di catalogare volumi, per me. Stavo vivendo l’opportunità di incontrare e conoscere un vero uomo. E questo incontro, ora, è proprio quello che vogliamo riproporre a tutti attraverso questo progetto, dove si celebrano altresì i luoghi che tutt’oggi mantengono viva la memoria di Luciani.

Da dove siamo partiti?

Nicola Panciera: «Mi permetto di citare le battute finali del film “l’ultimo samurai”: l’imperatore giapponese chiede al  capitano americano di raccontargli com’è morto il samurai ma egli risponde: “ti dirò com’è vissuto”. Di Luciani, tanti sanno come è morto, pur nel mistero che avvolse la vicenda, ma pochi sanno com’è vissuto. La mostra didattica – itinerante “Un papa inatteso – Beato Luciani: uno sguardo profetico sull’uomo di oggi”, desidera dunque trasportare il visitatore dentro il vissuto di quest’uomo. Attraverso le sue parole, i suoi gesti, la sua fede far scoprire il profilo umano, l’umile pastore che ha lasciato un segno indelebile nella chiesa e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo o di sentirlo parlare. La mostra non vuole essere un viaggio nel passato, ma un invito a riflettere nel presente alla luce delle parole e della fede di questo grande uomo. Il suo esempio, la sua gioia di vivere, la sua visione del mondo “moderno”, la sua capacità di amare e perdonare, sono una prova per tutti gli uomini di oggi che è possibile guardare con speranza al cammino della storia».

Perché un papa inatteso?

Panciera: «Inatteso non perché non fosse conosciuto: Luciani si era fatto conoscere e stimare in ambito ecclesiale per solidità dottrinale e chiarezza concettuale, ma perché totalmente diverso da ciò che si poteva prevedere. Non si attende lui stesso di essere eletto, inatteso è per la gente radunata in Piazza San Pietro e davanti agli schermi di tutto il mondo, il doppio nome che si è dato, scelta mai compiuta prima nella storia: memoria di chi lo aveva preceduto. Il giorno dopo la sua elezione quanti lo ascoltano vedono “tutto l’uomo” Luciani e odono l’inatteso e, in un certo senso, dirompente linguaggio della quotidianità con cui si rivolge loro prima dell’Angelus. Sentono il papa parlare come un membro della propria famiglia. Inatteso ed emozionante è il modo in cui conduce le udienze generali, in esse applica appieno i paradigmi da lui tanto raccomandati per trasmettere la Parola, per sbriciolare i concetti più complessi, renderli comprensibili e far breccia nei cuori.  Bastarono trentaquattro giorni perché Papa Luciani entrasse nel cuore della gente: il 10 settembre 1978, con tre parole inattese e dall’impatto fragoroso seppe annunciare a tutti, piccoli e grandi, la misericordia di Dio: “Dio è madre”, ci ama malgrado tutto e, come quello di una madre, il Suo cuore ci è accanto, nelle nostre fragilità e nelle nostre misere pochezze. Inatteso è qui oggi, in questa mostra, che offre ai visitatori la possibilità di scoprire attraverso le sue parole l’uomo Luciani.

Ermanno Benetti: «Siamo convinti che questa figura, così cara a molte persone della nostra regione, possa contribuire al bene di tutti, in particolare delle giovani generazioni. Il suo esempio potrà ispirare molti ragazzi che, in quest’epoca complessa, possono trovare in Papa Luciani un faro lungo il loro cammino. Camminare in questi tempi difficili non è semplice e può spaventare, ma Luciani testimonia con la sua vita che esiste un modo per crescere e rendere più sicuro il viaggio della vita.  Siamo molto felici che questa iniziativa sia stata accolta e sostenuta da numerose realtà e istituzioni della nostra regione. Un sentito ringraziamento va a tutti, e in particolare ai numerosi volontari che si impegneranno nelle esposizioni».

Loris Serafini: «La mostra cade proprio a puntino nell’anno del Giubileo, l’Anno della Speranza, una delle tre virtù teologali, o “stelle” scelte nel motto episcopale del Beato Albino Luciani. Durante la sua prima omelia da vescovo di Vittorio Veneto, festeggiando la nomina nel suo paese natale, il 5 gennaio 1959, esclamò: “La speranza vuol dire aspettare. … E dobbiamo aspettare con grande fiducia. Quando si leggono i Salmi da noi sacerdoti è tutto una speranza. Si dice: «Signore, tu sei il mio rifugio; Signore, tu sei la mia luce; io non ho paura; Signore, io sono con te; Signore, tu sei il mio conforto; Signore, finché sei al mio fianco, non temerò in eterno: è questa la speranza». La speranza è il sorriso della vita cristiana.” E oggi, in questo nostro mondo così pieno minacce, morte, guerra sembra risuonare più che mai ancora la voce di Papa Luciani: “Mai disperare! Guai! Mai disperare: sempre aspettare dal Signore! Nessun peccato è troppo grande, nessuno, più della misericordia sconfinata del Signore. Lo stesso giorno in cui Giuda andava ad impiccarsi, un ladro, che aveva fatto l’assassino per tutta la vita, in due minuti s’è rubato il paradiso; in due minuti «Stasera stessa, quest’oggi stesso sarai in paradiso». Cerchiamo di sperare, qualunque sia la nostra situazione: qualunque siano i nostri peccati. Mai disperare; sempre avere coraggio, perché il Signore è la bontà: sempre, finché ci sono i meriti di nostro Signore Gesù Cristo.” Che l’insegnamento del Beato Giovanni Paolo I, fatto conoscere in varie città del Veneto in questo anno difficile ma anche pieno di attesa, sia davvero di consolazione per quanti visiteranno la mostra».

Corsi e convegni

Economia

Economic Report

Eventi

News Europa

pagina

Promo

Sport