Procedura di valutazione dei progetti di ordinanza del Governatore del Tirolo


Economia - pubblicata il 11 Febbraio 2019


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Amt der Tiroler Landesregierung
Abteilung Umweltschutz
Eduard-Wallnöfer-Platz 3
6020 Innsbruck
(Austria)
Oggetto: Procedura di valutazione dei progetti di ordinanza del Governatore del Tirolo inerenti la legge sul controllo delle immissioni-aria (modifiche all’ordinanza sul divieto di
transito notturno, all’ordinanza sul divieto di trasporto settoriale e all’ordinanza sul divieto di circolazione dei veicoli appartenenti a determinate classi Euro)
Premessa
La Camera di commercio di Treviso – Belluno Dolomiti ed il Sistema Camerale (composto dalle Camere di Commercio e dalle loro Unioni regionali) posizionato lungo l’asse del Brennero è
fortemente critico rispetto a qualsiasi forma di divieto
che limiti la libera circolazione delle merci nell’Ue, in aperta violazione dei trattati internazionali. Allo stesso tempo è aperta
alla discussione e pronta ad avanzare proposte in merito a misure di medio-periodo, anche legate alla modalità ferroviaria, da attuarsi nell’attesa del completamento della Galleria di Base del
Brennero.
Salvaguardia ambientale e sviluppo delle relazioni economico-commerciali non sono tra loro incompatibili

Siamo ben consapevoli dell’importanza e della fragilità della macroregione alpina, patrimonio dell’umanità da preservare, ma questo non deve limitare il principio di libero scambio delle merci.
Se infatti, da una parte, per garantire la sostenibilità della macroregione e’ gia’ stabilito che “tutti” – operatori locali ed operatori stranieri – debbano contribuire secondo il principio del
“chi inquina paga”, dall’altra, non è accettabile che si venga messi di fronte a decisioni unilaterali, prive di ampio consenso in merito all’intensità ed alla congruità delle misure, alla
ratio della loro applicazione e, soprattutto, alla valutazione dell’efficacia degli interventi compensativi.
La salvaguardia dell’ambiente è infatti non è soltanto una priorità per entrambi i versanti dell’arco alpino, ma anche per territori contigui quali la pianura Padana. Per questo motivo, –
nell’ambito dell’iniziativa assunta dal Sistema Camerale lungo l’asse del Brennero – pur rigettando la politica dei divieti senza alternative, confermo la disponibilità a trovare un punto di
equilibrio tra la salvaguardia dell’ambiente e lo sviluppo delle relazioni economico-commerciali
.
Questo obiettivo non si raggiunge con i divieti, che non diminuiscono i trasporti ma li rendono meno efficienti producendo costi e inquinamento aggiuntivi, bensì puntando sull’innovazione.
Il trasporto merci pesante attraverso il Brennero – come qualsiasi altro collegamento che coinvolga paesi appartenenti alla UE – non può accettare «soluzioni unilaterali» che impongano divieti,
ma esclusivamente interventi e proposte finalizzate ad una movimentazione economicamente sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Si tratta di una questione fondamentale per il trasporto su strada
italiano, visto che il 70% dell’interscambio commerciale del nostro Paese passa attraverso le Alpi e il Brennero è fondamentale per le esportazioni verso i mercati del Centro e del Nord Europa.
Lungo il Brennero l’alternativa ferroviaria, efficace e performante, sarà attiva solo tra 10 anni. Fino ad allora, i flussi commerciali devono poter scegliere le modalità di trasporto migliori
senza alcun vincolo unilaterale. Se l’adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria richiede tempi lunghi di realizzazione, le concomitanti politiche di contrasto all’uso della modalità stradale
devono tener conto dell’oggettiva limitazione di offerta della principale modalità alternativa al trasporto terrestre.
La soluzione deve quindi necessariamente passare dalla ricerca ed attuazione di una politica dei trasporti attraverso l’arco alpino il più possibile condivisa, che bilanci le istanze
ambientali con le ragioni dell’economia
. In quest’ottica, si riportano di seguito alcune osservazioni critiche e proposte relativamente alla politica dei diversi divieti pianificata dal
Governo del Tirolo.
Osservazioni ai divieti pianificati dal Governo tirolese

Siamo contrari a qualsiasi forma di divieto che possa essere in contrasto con il principio di libera circolazione delle merci, una delle quattro
libertà fondamentali dell’Unione europea sancita e regolata dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (artt. 28-37). A nostro parere potrebbe semmai essere possibile prevedere
l’attuazione dei divieti in base alle emissioni solo in prossimita’ dell’apertura della nuova Galleria di Base del Brennero. Al fine di dare più tempo alle aziende di autotrasporto per rinnovare
il proprio parco veicolare, si potranno ipotizzare limitazioni di transito da applicare a tutti i mezzi, senza distinzione di provenienza o destinazione, che prevedano il blocco per i mezzi Euro
IV a partire dal 1/1/2022 e per i mezzi Euro V a partire dal 1/1/2025. Deve essere invece assicurata la libera circolazione per i mezzi Euro VI e tutti gli altri mezzi a basso impatto, prevedendo
anche sistemi di premialità per incentivare il rinnovo del parco veicoli nell’ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza;

in ogni caso è inaccettabile la disparità di trattamento prevista per il traffico merci di transito rispetto a quello con origine e/o destinazione
il Tirolo
, decisione che produrrebbe una evidente e forte discriminazione per le economie e le aziende produttrici presenti al di fuori delle aree definite dal Tirolo, in primis quelle
italiane e quelle tedesche, ed i i relativi interscambi;

l’estensione del divieto settoriale ad altre merci – legno, prodotti della chimica-plastica, metalli, macchinari e apparecchiature – e
l’applicazione dello stesso anche ai veicoli Euro 6 dal 1° agosto 2019 appare una limitazione non accettabile
che, se attuata, determinerà danni incalcolabili non soltanto alla filiera del
trasporto e della logistica italiana, ma all’interno settore produttivo del “made in Italy”. Allo stato attuale, non ci sono alternative realistiche e praticabili al “tutto-strada” in quanto, con
l’attuale infrastruttura ferroviaria e terminali ferroviari esistenti, non sarebbe possibile aumentare lo shift modale. L’odierna vecchia linea ferroviaria attraverso il Brennero trasporta già
oggi pressoché la stessa quantità di tonnellate di merce della linea ferroviaria del Gottardo con la nuova galleria di base. Quindi l’ipotesi di un eventuale «divieto settoriale» – solo per
determinate merci per le quali il trasporto ferroviario può essere più efficiente e competitivo – potrà essere presa in considerazione solo quando l’alternativa ferroviaria sarà pienamente
operativa, efficiente e competitiva (non prima del 2027 con l’apertura del BBT);

ad oggi, solo i mezzi Euro 6 possono attraversare il territorio austriaco durante la notte, pagando oltretutto un pedaggio superiore a quello diurno.
Dal 1/1/2021, anche questi mezzi non potranno viaggiare di notte. Ritengo il divieto notturno una norma «miope» che non considera le conseguenze negative generate da tale divieto in primo luogo
sul traffico diurno. Pertanto si chiede l’eliminazione del divieto notturno in Austria, per contribuire a rendere più fluido e sicuro il traffico, evitando il cumulo del traffico pesante
con quello dei pendolari nelle prime ore della mattina e l’aumento del traffico diurno. Il traffico notturno è comunque meno impattante e l’aspetto dell’inquinamento acustico potrebbe essere
superato prevedendo delle innovative barriere antirumore lungo le tratte più sensibili.
Proposte alternative ai divieti pianificati dal Governo tirolese
Desidero mettere in evidenza anche una serie di interventi, da realizzarsi sia sul versante italiano che su quello austriaco, necessari per favore l’intermodalità, condizione fondamentale per
auspicare un rapido shift modale:

è necessario ed indispensabile accelerare i lavori relativi alle tratte ferroviarie di accesso da nord e da sud in modo tale che, quando la
Galleria di Base del Brennero entrerà in funzione, come previsto, nel 2028, vi siano le condizioni per utilizzare immediatamente la piena capacità del Corridoio;

in attesa del completamento della Galleria del Brennero nel 2028, occorre comunque migliorare la linea ferroviaria esistente, dotandola delle
tecnologie più avanzate, in modo tale da renderla una valida alternativa alla linea ad elevata capacità in galleria. L’integrazione delle tratte esistenti in un futuro sistema di mobilità
proprio della macroregione può contribuire in modo significativo ad incrementare l’utilizzo della ferrovia nel suo complesso e, di riflesso, a conseguire anche nel campo del trasporto passeggeri
il trasferimento dalla strada alla rotaia, riducendo cosi il traffico privato;

occorre infine dotarsi di terminali intermodali efficienti lungo l’intero Corridoio, progettati per gestire i due principali sistemi di trasporto e
di trasbordo
(trasporto combinato accompagnato e non accompagnato), nonché attrezzati con nuove tecnologie di carico e scarico e dimensionati sul territorio sulla base delle esigenze e delle
finalità;

mi preme sottolineare infine stante le attuali e le future condizioni della viabilità lungo l’asse del Brennero, la necessità, per i
territori delle provincie di Belluno e di Treviso di avviare una fattiva collaborazione con le Autorità austriache per il prolungamento verso nord della autostrada A27 (Autostrada d’Alemagna),
rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la creazione di un nuovo valico che collegherebbe meglio e direttamente senza intasare la direttrice EST- OVEST nell’asse Padano, tutte le regioni
adriatiche alle autostrade austriache e tedesche
. Su questa ultima proposta si sono espressi recentemente in maniera favorevole le associazioni di categorie del mondo produttivo dei territori
interessati dal percorso della A27.
Certo di un positivo riscontro e disponibile a realizzare un tavolo di confronto propositivo, saluto cordialmente.
Mario Pozza – Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno

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