Relazione sulla convergenza: i progressi degli Stati membri in vista dell’adesione alla zona euro

Bruxelles, 24 giugno 2026


Economia - pubblicata il 01 Luglio 2026


Fonte: Servizio del Portavoce della Commissione Europea

Logo bandiera europea blu con stelle gialle tra fasci di righe grigi e destra scritta che indica la Commissione Europea tradotta in inglese e in francese su fascia bianca

La Commissione europea ha pubblicato oggi la relazione sulla convergenza 2026, in cui valuta i progressi compiuti dagli Stati membri non appartenenti alla zona euro in vista dell’adozione della moneta unica.

A oltre 27 anni dall’introduzione della moneta unica, l’euro è diventato un potente simbolo dell’identità europea nel mondo. È ormai la valuta di 21 Stati membri; essendo utilizzato ogni giorno da più di 350 milioni di persone, l’euro è la seconda moneta più usata nel mondo. Nel corso degli anni l’euro ha apportato benefici tangibili ai cittadini e alle imprese rafforzando il mercato unico, agevolando gli scambi e gli investimenti e promuovendo la stabilità dei prezzi. Ha inoltre rafforzato la resilienza della zona euro attraverso un più stretto coordinamento economico e maggiori garanzie finanziarie, fornendo una solida base per la crescita, l’occupazione e la prosperità in tutta Europa.

L’adesione alla zona euro è disciplinata da una serie di norme e criteri trasparenti, che garantiscono parità di trattamento ai paesi in procinto di aderire all’euro e sono essenziali per la partecipazione alla zona euro. La relazione odierna riguarda i cinque Stati membri non appartenenti alla zona euro che si sono impegnati giuridicamente ad adottare l’euro, ossia Cechia, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia.

La relazione si basa sui criteri di convergenza, noti anche come “criteri di Maastricht”, enunciati all’articolo 140, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE): la stabilità dei prezzi, finanze pubbliche sane, la stabilità del tasso di cambio e la stabilità dei tassi di interesse a lungo termine. La relazione esamina inoltre la compatibilità della legislazione nazionale degli Stati membri con il trattato e con lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (BCE).

La relazione conclude che gli Stati membri esaminati presentano diversi gradi di convergenza nominale:

  • la Cechia e la Svezia soddisfano il criterio relativo alla stabilità dei prezzi;
  • la Cechia e la Svezia soddisfano il criterio relativo alla situazione della finanza pubblica;
  • la Cechia e la Svezia soddisfano il criterio del tasso di interesse a lungo termine;
  • nessuno dei cinque Stati membri è membro del meccanismo di cambio (ERM II): per poter aderire alla zona euro è necessario avere partecipato a tale meccanismo senza tensioni monetarie gravi per almeno due anni.

Di conseguenza, nessuno di questi Stati membri soddisfa attualmente tutti i criteri per l’adesione alla zona euro.

La valutazione della Commissione è integrata dal rapporto sulla convergenza della BCE, anch’esso pubblicato oggi.

Valutazione generale del livello di preparazione

La legislazione nazionale in campo monetario non è pienamente compatibile con le norme dell’Unione economica e monetaria nei cinque Stati membri dell’UE non appartenenti alla zona euro esaminati.

La Commissione ha analizzato anche altri fattori menzionati nel trattato di cui si dovrebbe tenere conto per valutare la sostenibilità della convergenza, riscontrando che gli Stati membri oggetto della relazione sono in linea generale ben integrati nell’UE sul piano economico-finanziario. Alcuni di essi, tuttavia, presentano vulnerabilità macroeconomiche e/o devono far fronte a sfide connesse al loro contesto imprenditoriale e al loro quadro istituzionale, che devono essere affrontate ai fini della sostenibilità del processo di convergenza.

Eurobarometro: sostegno complessivo all’euro negli Stati membri non appartenenti alla zona euro

Secondo l’ultima indagine Eurobarometro, la maggioranza dei cittadini (57%) degli Stati membri dell’UE che devono ancora adottare l’euro ritiene che la moneta unica abbia avuto un impatto positivo sui paesi che la utilizzano già. La maggioranza di essi ritiene inoltre che l’introduzione dell’euro avrebbe conseguenze positive per il loro paese (51%) e per loro personalmente (52%).

Nel complesso, per quanto riguarda l’atteggiamento nei confronti dell’adozione dell’euro, il 52% degli intervistati è favorevole all’introduzione dell’euro nel proprio paese. Il sostegno in tal senso è particolarmente pronunciato in Ungheria (80%) e in Romania (65%), seguite da Svezia (51%), Polonia (43%) e Cechia (42%). In Ungheria si registra un incremento particolarmente accentuato delle opinioni favorevoli, che sono aumentate di 5 punti rispetto allo scorso anno.

L’indagine Eurobarometro Flash 583 è stata condotta tra il 17 aprile e il 4 maggio 2026 nei cinque Stati membri non appartenenti alla zona euro che si sono impegnati giuridicamente ad adottare l’euro: Cechia, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia.

Contesto

La relazione sulla convergenza elaborata dalla Commissione europea costituisce la base per un’eventuale proposta di decisione del Consiglio dell’UE sull’adozione dell’euro da parte di uno Stato membro.

La relazione della Commissione è pubblicata parallelamente al rapporto sulla convergenza della BCE.

Le relazioni sulla convergenza sono pubblicate ogni due anni oppure in risposta alla specifica richiesta formulata da uno Stato membro di una valutazione del proprio livello di preparazione ad aderire alla zona euro, come avvenuto nel 2013 per la Lettonia e nel 2025 per la Bulgaria.

Tutti gli Stati membri si sono impegnati giuridicamente ad aderire alla zona euro, ad eccezione della Danimarca, che ha negoziato il diritto di opt-out nel trattato di Maastricht e non è pertanto oggetto della presente relazione.

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