Quando gli alberi diventano una questione di sicurezza. Tra eventi metereologici sempre più estremi e incuria nella manutenzione, la caduta di un albero fa molto rumore, con la sua eco mediatica. In Italia si contano meno di dieci decessi all’anno, contro i settemila in incidenti domestici o gli oltre mille morti sul lavoro, ma il tema ha comunque importanti ricadute su eventuali danni civili.
Gli alberi sono patrimonio comune – mette in guardia Luca Cazziolati, presidente giardinieri operatori del verde Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, – ma anche potenziali fonti di rischio se non gestiti correttamente, con le conseguenti responsabilità civili. Per questo occorre affidarsi a tecnici abilitati, capaci di valutare la stabilità dell’albero attraverso protocolli riconosciuti, strumenti diagnostici e competenze professionali.
Negli ultimi anni, anche nella Marca Trevigiana, gli eventi meteorologici estremi sono diventati sempre più frequenti: ondate di caldo, temporali improvvisi, trombe d’aria. Fenomeni che mettono sotto stress non solo le infrastrutture, ma anche gli alberi che popolano parchi, giardini, viali e aree pubbliche. Gli alberi coltivati spesso vivono in condizioni “di cattività”: spazi ristretti, suoli poveri, specie non adatte al contesto, interventi errati. Tutti fattori che possono indebolire la pianta e aumentare il rischio di cedimento.
Da qui la richiesta di Confartigianato di affidare le cure del verde pubblico a professionisti abilitati, che sanno individuare gli elementi di criticità che incidono sulla stabilità e rinviare ad esperti per specifiche perizie. Secondo l’art. 2051 del Codice Civile, il responsabile è il custode dell’albero, cioè il proprietario o chi ne ha la gestione. Questo significa che chi amministra un’area verde pubblica o privata deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per prevenire il danno.
La caduta di un albero, in natura, è un evento normale, ma nei luoghi frequentati dall’uomo non possiamo permetterci di aspettare che accada – sottolinea il presidente Luca Cazziolati. – Serve prevenzione, competenza, monitoraggio. Non esiste un albero senza difetti. Il mestiere è capire la gravità e spiegare in maniera chiara il perché delle scelte. Servono strumenti come tomografie, resistografi, prove di trazione controllata. Affidarsi a operatori improvvisati, invece, significa esporsi a rischi legali, economici e di sicurezza.
Il tema diventa ancora più attuale a fronte dei sempre più insistenti dibattiti sulla necessità di trasformare aree cementificate delle città in aree verdi, per ridurre le alte temperature e i danni sulla salute.
Gli alberi sono alleati preziosi: ombra, ossigeno, bellezza, biodiversità, – conferma Luca Cazziolati. – Ma come ogni elemento vivo, richiedono cura, competenza e attenzione. La sicurezza non si improvvisa. Affidarsi a operatori del verde qualificati significa proteggere le persone, tutelare il patrimonio arboreo e rispettare la natura.
Nella Marca Trevigiana sono attive 786 imprese artigiane del verde, dato che colloca le provincia al primo posto in Veneto dove operano 3.183 imprese. Danno lavoro a 2.080 addetti (28,9%) sui 7.180 impiegati in Veneto. Treviso primeggia anche per dimensione media delle imprese artigiane del verde: 2,6 addetti contro la media regionale di 2,3.




