Storia dell’italiano che cambiò l’hockey – Un libro sulla figura di Icaro Olivieri, innovatore dello sportsystem mondiale

Il 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐏𝐨𝐳𝐳𝐚 è intervenuto al convegno di presentazione del libro scritto da 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐳𝐳𝐚 su 𝐈𝐜𝐚𝐫𝐨 𝐎𝐥𝐢𝐯𝐢𝐞𝐫𝐢.


Economia - pubblicata il 09 Ottobre 2024


Fonte: Daniele Ferrazza

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Nel mondo della calzatura sportiva, il nome di Icaro Olivieri evoca brevetti, innovazione, successo. A Montebelluna la sua figura è quasi leggendaria. Il sito specializzato Sporting Goods Intelligence lo ha inserito tra i 15 inventori più rilevanti nella storia dell’articolo sportivo.

La storia industriale di Icaro Olivieri, che oggi ha 84 anni, è stata ricostruita per la prima volta nella sua completezza dal giornalista Daniele Ferrazza, che ha raccolto la testimonianza del protagonista, dei suoi collaboratori, dei suoi concorrenti e di molte altre fonti, storiche ed accademiche. Un lavoro di ricerca che è diventato un libro dal titolo “Icaro: curiosità, visione e ingegno dell’italiano che cambiò l’hockey”.
L’opera è stata presentata a Montebelluna sabato 5 ottobre, nell’auditorium della biblioteca comunale, dal professor Marco Bettiol, docente di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova. I saluti saranno affidati al sindaco di Montebelluna, Adalberto Bordin, al presidente della Camera di Commercio Treviso e Belluno Mario Pozza e al direttore generale di Confindustria Veneto Est, Gianmarco Russo.

Nato a Lecco e figlio di artigiano, Icaro Olivieri arriva poco più che ventenne in Veneto dove prima si mette a produrre leve e ganci per il mondo della scarpa sportiva e contribuisce a industrializzare – grazie ad avanzate soluzioni nelle macchine a iniezione – il processo produttivo degli scarponi da sci. Giusto nel momento di passaggio dal cuoio alla plastica.
Non pago, a 35 anni decide di andare in Canada e aprire una fabbrica di pattini da hockey: Vidi la più grande fabbrica di pattini canadese e capìì che noi eravamo più avanti anni luce. Porta quindi il modello industriale veneto nel paese nordamericano, patria dell’hockey e in breve tempo la sua azienda, la Micron, diventa un temibile competitor nel settore. Grazie poi al brevetto di una lama affogata nello scafo e saldata con particolari materiali resistenti, un concetto inventato a Montebelluna insieme ai suoi storici collaboratori, Icaro Olivieri diventa nel breve volgere di tempo il più grande produttore di pattini da hockey al mondo. E la sua Icaro Olivieri Spa, la fabbrica di Montebelluna, un punto di riferimento internazionale per tutti coloro che applicano il sistema di stampaggio a iniezione.

Pochi anni dopo bussa alla sua porta il più importante marchio dell’hockey canadese e dunque mondiale: la Bauer, i cui azionisti propongono un accordo con la sua piccola azienda per sviluppare la produzione secondo i canoni introdotti da Olivieri. Nasce così il gruppo  Warrington, conglomerato che comprende una ventina di marchi, tra i quali Greb, Hush Puppies, Kodiak, Santana, Trappeur, Kerma, Tyrol Sports, Caber, Lange.

Nel 1988 è Icaro Olivieri ad acquistare la maggioranza di Bauer, che diventa il marchio di punta di un piccolo impero di articoli sportivi. La sua azienda – denominata Canstar Sports Inc. – è quotata al Nasqad e a Toronto e le sue azioni nel giro di pochi anni quadruplicano il valore.

Nel 1995 Nike, desiderosa di entrare nel mercato del pattino dalla porta principale, lancia un’Opa sulla Canstar, valorizzandola 395 milioni di dollari, e ne diventa azionista di maggioranza.
A 52 anni, Icaro Olivieri torna in Europa e applica il suo talento ad investimenti agricoli ed immobiliari. Attualmente è uno dei maggiori produttori di olio in Spagna, dove possiede una tenuta di settemila ettari. Si dedica a importanti operazioni immobiliari a Verona e Lecco.

È un onore e un particolare orgoglio – afferma Il Presidente della Camera di Commercio di Treviso -Belluno|Dolomiti Mario Pozzaconoscere un grande ingegno d’impresa come Icaro Olivieri che, per quanto ha realizzato, rappresenta un esempio di imprenditore che ha visto, già all’epoca, nel mondo il teatro d’azione per applicare le proprie invenzioni di processo e di prodotto unico. Un made in Italy che ha saputo conquistare i maggiori brand mondiali.

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