Turismo, bici e artigianato: un sodalizio vincente. Treviso la nona provincia italiana con densità di piste ciclabili superiore alla media nazionale

Infrastrutture per l’utilizzo della bicicletta: quasi 2mila dei 5.425Km di ciclovie previsti coinvolgono il Veneto.


Economia - pubblicata il 27 Agosto 2018


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Fonte: ufficio stampa Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

“Una leva di promozione e valorizzazione della nostra Regione, che detiene ormai da anni il primato per numero di arrivi e di presenze che nel 2017 hanno raggiunto i nuovi record di 19,2
milioni di arrivi (+7,4% rispetto al 2016) e 69,2 milioni di presenze (+5,8%), è rappresentata dalle infrastrutture utilizzabili dai turisti per una migliore fruizione delle bellezze del
territorio. – afferma Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana – Tra queste le piste ciclabili, in particolare,sono un connubio straordinario tra
artigianato, territorio e turismo.”
“Nel panorama di una vacanza slow in città, in campagna sui monti il cicloturismo – continua Sartor – è in progressione straordinaria, in particolare in Veneto dove quasi 2mila dei
5.425Km di ciclovie previsti dal DEF 2018 (Il Piano Infrastrutture allegato al Documento di economia e finanza 2018 dedica un capitolo alle ciclovie in cui sono previste una decina di ciclovie
nazionali per un totale di 5.425 km e per cui sono state sbloccate risorse per 161 milioni di euro) ci coinvolgono, e non solo. L’analisi degli ultimi dati pubblicati dall’Istat rileva che nei
capoluoghi di provincia italiani la lunghezza delle piste ciclabili nel 2016 sale a 4.370 km, in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente e cumulando una crescita del 21,7% nell’arco di
cinque anni (2011-2016). Per densità delle piste ciclabili le province di Padova, in testa alla classifica nazionale (181,7 km/100 km2), e Treviso (109,6 km/100 km2) risultano avere il valore più
alto d’Italia tra i capoluoghi che superano i 100 km per 100 km2 seguite dalle province di Vicenza, Verona e Venezia.”
“Un fenomeno -sottolinea il Presidente- che si lega a doppio filo con l’artigianato. Quello delle biciclette è infatti uno dei settori in cui gli imprenditori artigiani sono stati
artefici della rinascita e del rilancio della qualità manifatturiera italiana. Proprio negli anni della crisi gli artigiani sono stati i promotori del ritorno alla bicicletta sofisticata,
realizzando capolavori che esprimono tradizione, innovazione, talento, gusto e creatività. Quello della bicicletta è un mercato in grande evoluzione. Lo è per le caratteristiche delle aziende che
le producono, nell’utilizzo che se ne fa, nel valore del prodotto stesso che non è più solo un oggetto di consumo ma diventa uno stile di vita che a sua volta apre ad altre esigenze ed
opportunità che riguardano sia la bicicletta, che diviene un bene di valore da tutelare, sia le sue diverse forme di utilizzo”.
In particolare nella filiera della bicicletta veneta il 66,7% delle 487 imprese (seconda regione dopo la Lombardia che ne ospita 528) sono artigiane, 325 unità e danno lavoro a 1.217 addetti di
cui 610 nell’artigianato. La nostra regione (con 196) è terza, dietro Trentino (289) ed Emilia Romagna (203), per indice di specializzazione nel settore (imprese di produzione, riparazione e
noleggio di biciclette) e ben 4 province tra le 26 con alta specializzazione, con Treviso al 17° posto, preceduto da Venezia, Vicenza e Padova.

I NUMERI DELLA FILIERA DELLA BICICLETTA
Filiera della bicicletta con il 66,6% di imprese artigiane, pari a 2.062 unità sul totale di 3.098. Nella filiera trovano lavoro 7.741 addetti di cui 3.862 nell’artigianato. Trentino-Alto Adige,
Emilia-Romagna e Veneto le regioni con la maggiore specializzazione dell’artigianato della filiera della bicicletta; le province a più alta vocazione alla filiera della bici sono Bolzano,
Forlì-Cesena, Ravenna e Trento, Vicenza e Padova.
Nel 2017 la demografia di impresa della filiera ritorna in territorio positivo (+1,1%) dopo la stazionarietà (-0,1%) del 2016, sovraperformando il trend (+0,3%) del totale delle imprese; in
cinque anni si cumula una crescita del 5,4% delle imprese della filiera della bici.
Italia è primo Paese europeo per produzione del settore, con un valore di 1.263 milioni di euro, davanti a Germania, Francia e Polonia.
Il made in Italy del settore della bicicletta vale 600 milioni di euro, di cui 200 milioni di biciclette complete e 400 milioni di componentistica. Nel 2017 il made in Italy del settore della
bicicletta è in salita del 2,7%, trend migliore del +1,6% della media UE; tra i maggiori mercati trainano, con crescita a doppia cifra, Giappone (+24,2%) e Francia (+14,7%).
Boom dell’export di biciclette complete che nel 2017 sale del 15,2% per l’Italia, a fronte di un +2,5% dell’UE a 28. Italia è il primo Paese in Ue per numero di biciclette complete vendute
all’estero, con 1.729.948 unità, pari a 3,3 biciclette esportate al minuto.
Oltre un milione di persone (1.066.000) usano la bicicletta per andare al lavoro ed a scuola, pari a 18 utilizzatori ogni 1.000 abitanti; la più elevata propensione all’uso della bici per Bolzano
con 90 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000 abitanti, Emilia-Romagna con 47 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000 abitanti, Veneto con 41 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000 abitanti,
Trento con 30 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000 abitanti, Friuli-Venezia Giulia con 29 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000 abitanti e Lombardia con 30 ciclisti a scuola o al lavoro
ogni 1.000 abitanti.
In Italia 1 sportivo su 10 fa sport ciclistici (11,9%), pari a 2.414.000 persone che oltre al ciclismo su pista o strada, svolgono anche attività destrutturate come le passeggiate in bicicletta o
in mountain bike e il cicloturismo. Dal 2006 crescono del 20,0% i praticanti dello sport ciclistico, meglio del +17,7% del totale praticanti di sport.
Roma ultima capitale UE per utilizzo della bicicletta per andare al lavoro (1%); al top Copenaghen (58,0%), Amsterdam (53,0%) e Lubiana (26,0%).
L’ALTA VOCAZIONE ARTIGIANA DELLA FILIERA DELLA BICICLETTA
Alla fine del 2017 la Filiera della bicicletta conta 3.098 imprese registrate (di cui il 59,7% esegue riparazioni) con 7.741 addetti: l’artigianato conta 2.062 imprese, pari al 66,6% delle
imprese della filiera (3 volte il 21,8% dell’artigianato sul totale imprese), e 3.862 addetti, pari alla metà (49,9%) degli addetti.
Le regioni più vocate nella Filiera della bicicletta – secondo l’indice che indica la specializzazione settoriale delle imprese per valori superiori a 100 – sono Trentino-Alto Adige
con un indice di 289, Emilia-Romagna con un indice di 203 e Veneto con un indice di 196. Queste tre regioni – Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto – si confermano quelle con
la maggiore specializzazione dell’artigianato della filiera della bici.
La composizione settoriale registra il 59,7% delle imprese della filiera operanti nella Riparazione di biciclette, articoli sportivi e attrezzature da campeggio (1.850 imprese), il 18,2%
nella Fabbricazione e montaggio di biciclette (564 imprese), il 16,1% nel Noleggio di biciclette (500 imprese) e per il restante 5,9% da Fabbricazione di parti ed accessori per biciclette (184
imprese).
Per quanto riguarda l’artigianato si osserva che la Riparazione concentra il 78,8% delle imprese (1.651 imprese), segue la Fabbricazione e montaggio di biciclette con il 16,3% (337
imprese), la Fabbricazione di parti ed accessori per biciclette con il 4,5% (92 imprese) ed il Noleggio di biciclette è marginale e rappresenta solo lo 0,4% dell’artigianato (8 imprese). Nella
filiera 2 imprese su 3 sono artigiane, ma si arriva a contare 9 imprese artigiane su 10 (87,8%) nella Riparazione di biciclette, articoli sportivi e attrezzature da campeggio; più della
metà delle imprese sono artigiane nella Fabbricazione e montaggio di biciclette con una quota del 59,8% e nella Fabbricazione di parti ed accessori per biciclette con una quota del 50,0% delle
imprese, mentre si osserva un peso minore (1,6%) nel Noleggio di biciclette.
L’analisi della demografia imprenditoriale evidenzia che nel 2017 le imprese della Filiera della bicicletta nell’ultimo anno crescono dell’1,1%, performance migliore rispetto al +0,3% del
totale imprese.
Il settore della produzione di biciclette (Ateco 2007 30.92) genera un fatturato di 1.272 milioni di euro e nel 2017 l’indice della produzione – corretto con i giorni
lavorativi – diminuisce del 2,8% dopo essere cresciuta nel 2016 del 6,5%, anno in cui si interrompe una serie di cali ininterrotti dal 2009; il calo del comparto è in controtendenza rispetto al
+3,1% del Manifatturiero.
Nel confronto europeo l’Italia è il primo Paese in UE per valore della produzione del settore con 1.263 milioni di euro seguito dalla Germana con 1.156 milioni, dalla Francia con 458
milioni, dalla Polonia con 367 milioni e dalla Svezia con 334 milioni.
L’Italia si piazza inoltre al secondo posto in UE per numero di addetti con 5.651 persone, dietro ai 6.585 della Germania, ma prima dei 4.431 della Polonia, ai 2.075 dei Paesi Bassi ed ai
2.001 della Francia. Nel confronto con i primi tre Paesi europei produttori del settore la produzione italiana diminuisce nel 2017 del 2,8% e fa peggio della Germania che si ferma sul -1,9%
mentre la Francia cresce dell’1,0%; in parallelo la produzione dell’UE cresce dell’1,7% mentre quella dell’Eurozona è in lieve calo dello 0,3%.
IL MADE IN ITALY
L’analisi dei dati relativi ai 12 mesi tra dicembre 2016 e novembre 2017 evidenzia che l’export del Settore della bicicletta vale 600 milioni di euro che per il 66,7% (400 milioni)
riguarda componentistica e per il restante 33,3% (200 milioni) riguarda biciclette complete.
Nel confronto internazionale l’Italia è il terzo esportatore europeo del comparto dietro a Germania (1.095 milioni di euro, il 21,0% del totale UE) e Paesi Bassi (997 milioni, il 19,1%) e
ci seguono Francia (318 milioni, il 6,1%), Portogallo (285 milioni, il 5,5%), Belgio (266 milioni, il 5,1%), Spagna (251 milioni, il 4,8%), Polonia (217 milioni, il 4,2%), Ungheria (219 milioni,
il 4,2%) e Romania (198 milioni, il 3,8%).
Tra i maggiori esportatori europei in 4 Paesi si registra con un saldo del commercio estero positivo (esportazioni maggiori delle importazioni) e l’Italia è terza con un saldo positivo di
42 milioni di euro, dietro a Ungheria (95 milioni) e Portogallo (68 milioni) e davanti alla Romania (39 milioni); in particolare la Germania è ultima (saldo commerciale negativo di 883 milioni)
con le importazioni che quasi doppiano le esportazioni.
Il primo Paese cliente dell’Italia del settore della Bicicletta è la Francia (108 milioni, il 18,0% delle vendite italiane), seguita da Germania (82 milioni, il 13,7%),
Regno Unito (51 milioni, l’8,6%), Spagna (44 milioni, il 7,3%) e Romania (35 milioni, il 5,9%): in questi 5 Paesi si concentrano 320 milioni di euro di vendite, la metà
(53,4%) del settore. Complessivamente il 78,9% delle vendite, pari a 473 milioni di euro, è destinata ai Paesi dell’UE ed il restante 21,1%, pari a 127 milioni, a Paesi fuori dall’Unione.
Il trend del made in Italy del settore della bicicletta nell’ultimo anno evidenzia tra i maggiori mercati – 12 Paesi destinazione ognuno di oltre 10 milioni di export del settore – una
crescita dell’export in 6 Paesi: Giappone (+24,2%), Francia (+14,7%), Svizzera (+5,2%), Belgio (+5,2%), Stati Uniti d’America (+3,8%) e Polonia (+1,2%).
La dinamica dell’export del settore è più vivace nei Paesi europei che crescono del 3,3% mentre i Paesi extraeuropei si fermano sul +0,7%.
E-BIKE
Da gennaio 2017 le statistiche sul commercio estero monitorano gli scambi commerciali delle “Biciclette, tricicli e quadricicli a pedalata assistita, dotati di motore ausiliario elettrico avente
potenza nominale continua massima di 250 Watt” che comprende le e-bike: sulla base dell’ultimo aggiornamento fornito da Eurostat poco prima della chiusura di questo Rapporto nel 2017 le
esportazioni sono pari a 14 milioni di euro (pari a 19.105 mezzi) e le importazioni a 73 milioni di euro (pari a 132.238 mezzi) con un saldo del commercio estero negativo di
58 milioni di euro (il 3° più contenuto dietro ai -124 milioni della Germania ed ai -84 milioni della Francia) e pari a 113.133 mezzi. Includendo tale voce nel Settore della bicicletta le e-bike
rappresentano nel 2017 il 2,3% delle esportazioni (lontano dal 17,8% registrato per l’UE) e l’11,5% delle importazioni (inferiore al 13,8% in UE) del settore.
L’Italia è l’undicesimo esportatore europeo ed il primo cliente è la Francia che assorbe il 42,9% delle vendite, seguita da Austria (11,3%) e Germania (9,7%); il nostro Paese
è il quinto importatore europeo ed acquista principalmente da Germania (28,1% delle importazioni), Cina (24,7%) e Taiwan (22,9%); in particolare la quota dell’import dalla
Germania è più che tripla rispetto all’8,6% della media UE la quota degli acquisti da Taiwan è più che doppia rispetto al 9,4% medio europeo, mentre la quota dell’import dalla Cina è in linea con
il 22,6% della media UE.
L’UTILIZZO DELLA BICICLETTA
Sono 1.066.000 le persone che usano la bicicletta per andare al lavoro ed a scuola, pari a 18 utilizzatori ogni 1.000 abitanti; sul territorio si osserva una più elevata propensione
all’uso della bici per Provincia Autonoma di Bolzano con 90 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000 abitanti, Emilia- Romagna con 47 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000
abitanti, Veneto 41 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000 abitanti, Provincia Autonoma di Trento con 30 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000 abitanti, Friuli-Venezia
Giulia
con 29 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000 abitanti e Lombardia con 30 ciclisti a scuola o al lavoro ogni 1.000 abitanti.
Nel dettaglio sono 798 mila gli occupati di 15 anni ed oltre che vanno al lavoro in bicicletta ed un quarto (25,6%), ha meno di 35 anni, pari a 204 mila giovani. In 5 anni crescono di 121
mila unità gli occupati che vanno al lavoro in bicicletta, di cui 70 mila under 35 e 51 mila over 35, con un aumento relativo pari al +17,9% trainato dal +52,5% degli under 35 mentre gli over 35
si fermano sul +9,4%.
Inoltre vi sono 268 mila giovani under 35 (2,4%) che usa la bici per andare a scuola o università; la quota è più elevata nella Provincia Autonoma di Bolzano (13,8%), in
Emilia-Romagna (9,4%) ed in Veneto (6,9%).
In Italia 1 sportivo su 10 fa sport ciclistici (11,9%), pari a 2.414.000 persone che oltre al ciclismo su pista o strada, svolgono anche attività destrutturate come le passeggiate in bicicletta o
in mountain bike e il cicloturismo. In termini di numero di praticanti gli sport ciclistici sono la quinta scelta sportiva degli italiani dietro a Ginnastica e fitness, Calcio, Sport acquatici e
subacquei e Atletica leggera e jogging. La dinamica della pratica sportiva nel lungo periodo evidenzia che tra il 2006 e il 2015 le persone che praticano sport salgono del 17,7% ed in
particolare i praticanti di sport ciclistici crescono del 20,0%, ritmo quasi doppio al +11,8% dei praticanti di calcio e calcetto.
In ambito sportivo la Federazione Ciclistica italiana nel 2016 conta 71.692 atleti tesserati che arrivano a 111.424 tesserati comprendendo cicloturisti, direttori sportivi e di corsa,
giudici di gara, dirigenti ed altre figure, appartenenti a 3.385 società sportive: si contano oltre 200 società sportive ciclistiche in regione in Lombardia (723 società), Veneto (453
società), Toscana (290 società) e Piemonte (217 società).
Per quanto riguarda la sicurezza stradale le biciclette coinvolte in incidenti stradali nel 2016 sono il 5,3% dei veicoli coinvolti in incidenti, quota in crescita rispetto al 4,5% di 5
anni prima. Nel 2016 il numero delle biciclette coinvolte in incidenti diminuisce in un anno dello 0,2% in controtendenza rispetto al +0,8% degli altri veicoli; a fronte del calo di incidenti
calano anche i feriti (-0,3%) ma salgono dell’11,1% i morti.
Nel lungo periodo (2011-2016) il calo delle biciclette coinvolte in incidenti è limitato (-0,3%) a fronte dell’ampio calo (-16,6%) degli altri veicoli coinvolti in incidenti.

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