8 ottobre 2026 – Come salvaguardare l’integrità della filiera della moda italiana e, allo stesso tempo, accompagnarne l’evoluzione in uno scenario segnato da profonde trasformazioni tecnologiche, climatiche, normative e geopolitiche?
È la sfida al centro della quinta edizione del Venice Sustainable Fashion Forum, dal titolo “Shaping Tomorrow”, in programma il 5 e 6 novembre 2026 a Venezia, sull’Isola di San Giorgio, presso la Fondazione Giorgio Cini.
Promosso da Confindustria Moda e Confindustria Veneto Est, con TEHA Group in qualità di advisor scientifico, il Forum assume quest’anno una dimensione ancora più ampia come iniziativa di sistema confindustriale, coinvolgendo direttamente le rappresentanze dei settori collegati alla moda e agli accessori – pelletteria, calzatura e occhialeria con l’obiettivo di ampliare il perimetro di osservazione e integrare queste filiere in una visione e in una strategia di crescita più ampie. L’evento riunirà imprese, istituzioni, esperti e protagonisti dell’innovazione per confrontarsi sulle condizioni necessarie a costruire oggi la filiera della moda di domani.
Il Forum è stato presentato oggi a Milano da Luca Sburlati, Presidente di Confindustria Moda, Andrea Favaretto Rubelli, Vice Presidente del Gruppo Sistema Moda di Confindustria Veneto Est, Andrea Crespi, Vice Presidente di Confindustria Moda con delega ESG, Sostenibilità, Tecnologie e Innovazione, con il contributo di Matteo Rimini, TEHA Group, Professional.
Il titolo, “Shaping Tomorrow” (letteralmente “dare forma al domani”), nasce da un’idea semplice: il futuro della filiera non si attende, si costruisce oggi, governando le trasformazioni già in atto.
La prima è quella tecnologica: l’intelligenza artificiale sta entrando nei processi industriali, dalla progettazione e prototipazione virtuale fino all’ottimizzazione della produzione, dalla gestione della supply chain alla riduzione degli sprechi.
Un cambiamento che può ottimizzare produttività e competitività, ma che richiede investimenti e nuove competenze.
La seconda riguarda la sostenibilità e la circolarità: nuovi materiali, fibre innovative e bio-based, ecodesign, riciclo e responsabilità estesa del produttore stanno ridefinendo prodotti e processi. Parallelamente, il patrimonio tecnologico della filiera tessile italiana apre nuove opportunità anche in settori ad alto valore aggiunto come aerospazio, difesa, medicale e nautica.
La terza trasformazione investe direttamente l’integrità della supply chain. Legalità, trasparenza, due diligence, tracciabilità e corretta applicazione dei contratti diventano condizioni essenziali per tutelare imprese e lavoratori e per preservare la reputazione e il valore industriale del Made in Italy.
Al centro resta il fattore umano. Formazione continua, attrazione dei giovani, trasferimento delle competenze e capacità di integrare persone e nuove tecnologie saranno determinanti per mantenere nel Paese quel patrimonio di saperi manifatturieri che rappresenta uno dei principali vantaggi competitivi della moda italiana.
Sono state inoltre presentate alcune anticipazioni del “Just Fashion Transition Study” 2026 di TEHA Group, l’Osservatorio che da cinque anni analizza la transizione sostenibile delle principali filiere della moda europea.
Tra i dati che emergono, le cleantech disponibili per l’industria della moda europea – tecnologie pulite, cioè soluzioni che riducono l’impatto ambientale e migliorano la competitività delle imprese- raggiungono quota 234, rispetto alle 91 censite nel 2025, e nel 75% dei casi si tratta già di soluzioni commercialmente disponibili. Alla crescente disponibilità di tecnologie innovative fa però da contraltare la difficoltà nel reperire le competenze necessarie: oltre il 55% delle figure professionali ricercate nel tessile, abbigliamento e calzature risulta difficile da trovare, soprattutto per una carenza strutturale di candidati.
A chiudere il Forum sarà “Road to 2035”, la sessione che porta lo sguardo oltre l’attualità, sul futuro del settore: raccoglierà gli esiti del confronto e li tradurrà in raccomandazioni ai decisori pubblici, impegni e attività future, con una call to action rivolta agli stakeholder dell’ecosistema moda e lifestyle.
L’obiettivo è portare fuori dal Forum non soltanto un’analisi delle trasformazioni in corso, ma una visione industriale condivisa per la moda italiana ed europea del prossimo decennio.





