Il corso (quasi sold-out) è promosso dai Giovani di Confagricoltura ANGA Treviso e da Confagricoltura Treviso, insieme a Confagricoltura Belluno, e con il contributo della Camera di Commercio di Treviso-Belluno | Dolomiti
Nella sola provincia di Treviso, sono 854 le aziende agricole guidate da under 35, in un territorio che da solo racchiude 42mila ettari di superficie vitata (oltre il 40% del vigneto regionale)
Treviso, 15 ottobre 2026 – Dal costo reale di una bottiglia al punto di pareggio di ogni etichetta, fino all’impatto di dazi, rincari e trasporti sui margini: per i giovani viticoltori trevigiani mettere al centro i numeri della propria azienda è ormai parte del mestiere. Ed è su questo che punta “Business in vigna – Dalla gestione alle decisioni strategiche”, il corso promosso dai Giovani di Confagricoltura ANGA Treviso e da Confagricoltura Treviso, insieme a Confagricoltura Belluno, e con il contributo della Camera di Commercio di Treviso-Belluno | Dolomiti.
Il tema riguarda un pezzo rilevante dell’economia locale. Secondo Confagricoltura, Treviso è oggi la seconda provincia del Veneto per numero di aziende agricole guidate da under 35, con 854 imprese, superata solo da Verona. Un territorio che da solo racchiude 42mila ettari di superficie vitata (oltre il 40% dell’intero vigneto regionale). Il ricambio generazionale corre anche grazie al “Pacchetto Giovani” del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, che ha già sostenuto centinaia di nuovi insediamenti agricoli tra Treviso e Belluno con decine di milioni di euro di risorse pubbliche.
Un ricambio che si misura anche sulla capacità di reggere scenari commerciali complessi. Le tariffe statunitensi sul vino sono costate al comparto italiano circa 180 milioni di euro nell’ultimo anno: molte cantine, per non perdere quote di mercato, hanno scelto di assorbire parte del dazio riducendo i propri margini. Nonostante questo, l’export di Prosecco negli Stati Uniti continua a crescere: un segnale di quanto, oggi, la capacità di leggere i numeri faccia la differenza tra un’annata subita e un’annata governata.
Da qui nasce l’esigenza di questo percorso, che si articolerà in cinque appuntamenti: il 20 e 27 ottobre, il 3 e 17 novembre e il 1° dicembre, dalle 9.00 alle 13.00 presso Col del Balt, azienda vitivinicola di Valdobbiadene (Via S. Giacomo 3), nel cuore delle colline del Prosecco patrimonio Unesco. Ogni partecipante porterà il proprio PC, perché in aula si lavorerà su numeri veri, tra bilanci, budget e cruscotti.
Quattro i moduli che verranno affrontati: si parte da “Dal bilancio al controllo”, per leggere la contabilità e usarla per decidere. Si passa poi alla contabilità analitica e agli indicatori ESG, con i costi di vigneto e cantina e i parametri green. Il terzo passo è finanza e cassa: flussi finanziari e gestione del credito bancario. Si chiude con budget e dashboard, tra simulazioni di mercato e cruscotto aziendale.
Al termine della formazione, i partecipanti sapranno calcolare il costo reale di ogni bottiglia e il punto di pareggio per etichetta; anticipare l’impatto di dazi, rincari e trasporti sui margini; costruire un budget e un cash flow a 12 mesi; misurare la sostenibilità (acqua, energia, packaging) con gli indicatori richiesti da banche e mercati; e creare la propria dashboard con i KPI economico-ambientali.
«L’esperienza e il fiuto che ci arrivano dalle famiglie e dal campo restano il nostro patrimonio più grande, ma oggi non bastano più» spiega Giorgio Ninni Riva, Presidente dei Giovani di Confagricoltura ANGA Treviso. «Siamo la prima generazione di viticoltori che deve fare i conti, letteralmente, con dazi che cambiano da un trimestre all’altro, con bollette energetiche che pesano sul bilancio quanto un’annata difficile in vigna, con un clima sempre più instabile che non lascia più margine di errore. Chi fa vino deve saper dire quanto costa ogni bottiglia, quanto rende ogni etichetta, come reggere un rincaro o una nuova barriera doganale. Non è un corso per diventare commercialisti di noi stessi: è imparare a difendere, con i numeri, quello che le generazioni delle nostre famiglie hanno costruito».
«I nostri giovani hanno capito che l’agricoltura del futuro si gestisce con strumenti da manager, senza perdere il legame con la terra» sottolinea Lodovico Giustiniani, Presidente di Confagricoltura Treviso. «Per anni la competitività di un’azienda agricola si è misurata quasi solo sulla qualità del prodotto. Oggi non è più sufficiente: si misura anche sulla capacità di leggere un bilancio, di programmare la cassa, di rispondere a criteri ESG che ormai condizionano l’accesso al credito e ai mercati esteri. Per questo il corso mette accanto i costi di vigneto e cantina e gli indicatori di sostenibilità: sono le due facce della stessa competitività. Siamo orgogliosi che a promuovere questa occasione siano proprio i nostri giovani, perché significa che la generazione che guiderà le nostre aziende nei prossimi vent’anni sta già scegliendo di prepararsi».
«Guardiamo ai prossimi dieci anni della nostra viticoltura e vediamo una generazione che si misura con un mercato più aperto e anche più complesso: dazi che cambiano da un trimestre all’altro, costi che si muovono, margini da difendere» osserva il Presidente della Camera di Commercio di Treviso – Belluno| Dolomiti, Francesco De Bettin. «La Camera di Commercio crede in “Business in vigna” perché mette insieme due cose che oggi vanno di pari passo: l’esperienza delle famiglie e la capacità di leggere i numeri, dal costo reale di ogni bottiglia al punto di pareggio per etichetta, fino al cash flow. Ci interessa accompagnare questi giovani adesso, mentre costruiscono il loro modo di fare impresa, perché saranno loro a dare forma a ciò che il nostro territorio sarà domani».




