44.mo Premio letterario Gambrinus Mazzotti – Roberta Mori e Davide Ferrario vincono nelle sezioni alpinismo ed ecologia e paesaggio

La Giuria ha anche assegnato il Premio Speciale a Ghiacciai del Trentino di Cristian Ferrari e Alberto Carton, mentre cinque sono le opere segnalate


Eventi - pubblicata il 25 Settembre 2026


Fonte: ufficio stampa Premio Gambrinus Mazzotti

Autorità premio Mazzotti in piedi davanti al roll up del Premio

TREVISO, 24 SETTEMBRE 2026 – Sono Roberta Mori con “Svegliarsi adulti. Vita di Sandro Delmastro, partigiano e amico di Primo Levi” (Giulio Einaudi Editore) e Davide Ferrario con “L’isola della felicità” (Giangiacomo Feltrinelli Editore) – rispettivamente nelle sezioni “Alpinismo: imprese, vicende storiche e biografie” ed “Ecologia e Paesaggio” – i vincitori della 44^ edizione del prestigioso Premio Letterario Gambrinus Mazzotti. Il Premio – che da quest’anno gode anche dell’importante Patrocinio del Ministero della Cultura della collaborazione e  contributo della Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti oltre a quello del Comune di San Polo di Piave e della Fondazione Amerigo e Vittoria Giol – torna così a valorizzare opere capaci di raccontare il rapporto tra uomo, ambiente, territorio, storia e cultura. Nel dettaglio, i vincitori sono stati scelti dalla Giuria del Premio – composta da Margherita Azzi Visentini, Giovanni Caprara, Riccarda De Eccher, Viviana Ferrario, Paola Gigliotti, Alessandro Tasinato e Patrizia Torricelli – riunitasi al Parco Gambrinus di San Polo di Piave. Al centro delle valutazioni ben 69 volumi inviati da 34 case editrici. Un risultato che ha evidenziato un livello complessivo di interesse e qualità particolarmente elevato, pur registrando una scarsa partecipazione nella sezione “Artigianato di tradizione”.

«Anche quest’anno il Premio ha dimostrato di saper intercettare opere capaci di affrontare con profondità e originalità alcuni dei grandi temi che attraversano il nostro tempo – dichiara il Presidente del Premio Letterario Gambrinus Mazzotti, Angelo Squizzato – I libri premiati e quelli segnalati raccontano infatti la montagna, il paesaggio, l’ambiente, la storia e il rapporto tra uomo e territorio da prospettive molto diverse, seppur tutte accomunate da una grande qualità della ricerca e della scrittura. È questo il valore di un Premio che, dopo 44 edizioni, continua a mantenere vivo il pensiero di Giuseppe Mazzotti e la sua attenzione verso il patrimonio naturale e culturale. Inoltre, quest’anno abbiamo voluto rafforzare ulteriormente il coinvolgimento dei lettori visto che la Giuria del Premio “La Voce dei Lettori” sarà composta da 20 membri chiamati ad esprimere il proprio giudizio sulle opere finaliste». «Ci tengo poi a ringraziare i Vicepresidenti del Premio Annamaria Spiazzi e Francesco Carrer, così come anche Andrea Simionato in qualità di Presidente di Fondazione Mazzotti e la Fondazione Giol, per il costante sostegno nell’organizzazione annuale di questo importante riconoscimento letterario» chiosa Squizzato.

«È un piacere, oltre che un motivo di orgoglio per la città, essere anche quest’anno al fianco del Premio Letterario Gambrinus Mazzotti che anche quest’anno si distingue per l’alto livello delle opere in concorso e per la qualità dei riconoscimenti assegnati – commenta il Sindaco di San Polo di Piave, Nicola Fantuzzi – Il Premio rappresenta ormai un appuntamento culturale di riferimento per tutto il Veneto in quanto capace di portare nel nostro territorio molteplici autori, studiosi e lettori mantenendo così viva un’eredità importante come quella di Giuseppe Mazzotti. Inoltre, a rendere ancora più speciale questa 44^ edizione sarà la cerimonia finale che si svolgerà nella prestigiosa cornice del complesso di Santa Caterina a Treviso, un luogo di grande valore storico e culturale che offrirà al Premio lo scenario ideale per celebrare i suoi vincitori e tutte le opere che hanno saputo distinguersi».

Alpinismo, il premio a Roberta Mori

Per la sezione “Alpinismo: imprese, vicende storiche e biografie” la Giuria ha assegnato all’unanimità il Premio di 2.000 euro a Roberta Mori per “Svegliarsi adulti. Vita di Sandro Delmastro, partigiano e amico di Primo Levi”. L’opera ricostruisce la vicenda umana di Sandro Delmastro, alpinista, ufficiale di Marina, intellettuale, amico fraterno di Primo Levi e protagonista della Resistenza torinese. Attraverso documenti d’archivio, lettere, fotografie e scritti inediti, Mori restituisce al lettore la figura reale dell’uomo che Levi aveva raccontato nel Sistema periodico. La motivazione della Giuria sottolinea come l’autrice racconta la storia di una vita dai molti volti e segnata dalla passione per la montagna, dalla dimensione intellettuale e da quella di uomo d’azione. Un lavoro costruito attraverso documenti, lettere e fotografie che testimoniano la ricchezza del personaggio ricordato tra i capi partigiani della Resistenza e vittima del fascismo. Nel dettaglio, Roberta Mori è responsabile del settore Ricerca e Didattica del Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino. Formata alla Scuola Normale Superiore di Pisa, si occupa di ricerca, divulgazione e formazione con particolare attenzione alla memoria, alla letteratura e alla didattica.

Due, poi, le opere segnalate nella Sezione. Si tratta di “Una parete tutta per sé. Le prime alpiniste: sette storie vere” di Linda Cottino (Bottega Errante Editore) e “Colonialismo K2 verticale. 1954: un’impresa alpinistica che racconta il nostro paese” di Nico Mastropietro (Priuli & Verlucca Editore). Nel primo caso il volume ripercorre le vicende di sette protagoniste dell’alpinismo tra Ottocento e Novecento restituendo voce a donne che hanno compiuto imprese rimaste a lungo ai margini della storiografia. La Giuria ne ha apprezzato il linguaggio giornalistico, sempre piacevole e coinvolgente, oltre che la capacità di restituire identità a figure come Meta Brevoort ed Elizabeth Le Blond. Mastropietro ricostruisce invece la spedizione italiana che nel 1954 portò alla conquista del K2, il tutto andando oltre il racconto dell’impresa per analizzarne gli aspetti scientifici, organizzativi e gestionali.

Ecologia e paesaggio, vince Davide Ferrario

Nella sezione “Ecologia e Paesaggio” il Premio di 2.000 euro è stato assegnato a Davide Ferrario per “L’isola della felicità” (Giangiacomo Feltrinelli Editore). Il romanzo prende spunto dalla storia vera di Nauru, piccola repubblica del Pacifico, per costruire una satira del mondo contemporaneo e delle conseguenze dello sfruttamento incontrollato delle risorse naturali. L’isola, inizialmente autosufficiente grazie alla pesca e all’agricoltura, viene travolta dalla ricchezza derivante dall’estrazione del guano destinato alla produzione di fertilizzanti. Una ricchezza improvvisa che conduce però alla perdita delle risorse originarie e ad una drammatica condizione di povertà. Per la Giuria si tratta quindi di un romanzo satirico, tagliente, a tratti di vero e proprio umorismo nero che trasforma la vicenda di Nauru in un’esilarante quanto amara metafora del mondo contemporaneo e delle derive del capitalismo incontrollato. L’abilità narrativa di Ferrario trasforma così la parabola dell’isola in una storia universale chiamando così il lettore a confrontarsi con le conseguenze dell’avidità e dello sfruttamento delle risorse. Nel dettaglio, Davide Ferrario è regista, sceneggiatore, scrittore e produttore cinematografico – ha realizzato film e documentari presentati nei principali festival internazionali – oltre che autore di numerose opere narrative. Tra i suoi lavori figurano anche “Dissolvenza al nero” quale vincitore del Premio Hemingway e “Sangue mio” già Premio Bergamo.

Due le segnalazioni anche in questa Sezione: “Mare aperto. Storia umana del Mediterraneo centrale” di Luca Misculin (Giulio Einaudi Editore) e “Il viaggio di Slavc. Errori, bugie, falsi miti e leggende sul lupo” di Paola Peresin (Kellermann Editore). Da un lato Misculin racconta il Mediterraneo centrale intrecciando storia, geografia e testimonianze contemporanee, il tutto con particolare attenzione al Canale di Sicilia quale spazio di incontri, scambi, conflitti e migrazioni. Per la Giuria il volume riesce così a restituire la complessità di un ambiente e di una storia umana oggi profondamente segnati dalle trasformazioni climatiche e dalle tensioni geopolitiche. Peresin parte invece dalla storia del lupo Slavc, protagonista di uno straordinario spostamento dalle Alpi Dinariche ai Monti Lessini, per affrontare il ritorno della specie in Italia e il rapporto tra uomo e fauna selvatica. Un saggio originale e coinvolgente capace di affrontare con rigore scientifico errori, pregiudizi e falsi miti sul lupo proponendo una riflessione sulla possibilità di una convivenza tra uomo e natura selvaggia.

Premio speciale della Giuria a “Ghiacciai del Trentino”

La Giuria ha poi assegnato all’unanimità il Premio Speciale della Giuria a Cristian Ferrari e Alberto Carton, curatori del volume “Ghiacciai del Trentino. Ecosistemi di alta quota tra storia e ricerca” (Cierre Edizioni). Il volume riunisce i contributi di 22 specialisti e propone una lettura ampia e aggiornata del ghiacciaio trentino come patrimonio naturale, storico e scientifico attraverso oltre un secolo di esplorazioni e ricerche. Mappe storiche, documenti, rilievi cartografici e immagini contemporanee accompagnano l’analisi della trasformazione degli ambienti glaciali e della loro crescente fragilità. Per la Giuria l’opera offre un’ampia e aggiornata lettura del ghiacciaio trentino come patrimonio naturale, storico e scientifico evidenziando la fragilità degli ecosistemi glaciali e le conseguenze dei cambiamenti climatici. Particolare rilievo è stato riconosciuto anche all’apparato iconografico e alla capacità del volume di inserirsi in una collana divenuta punto di riferimento per la conoscenza e la valorizzazione dei paesaggi delle Venezie e del Trentino-Alto Adige. Nel dettaglio, Alberto Carton è geologo e Professore ordinario di Geografia fisica e Geomorfologia all’Università degli Studi di Padova, mentre Cristian Ferrari è ingegnere ambientale e presidente della SAT (Società degli Alpinisti Tridentini).

Sezione “Artigianato di tradizione”

La Giuria non ha invece assegnato il Premio nella Sezione “Artigianato di tradizione”. La ridotta partecipazione non ha infatti consentito di individuare, tra le opere pervenute, un volume pienamente corrispondente ai criteri previsti per l’assegnazione del riconoscimento. È stata tuttavia ritenuta meritevole di segnalazione “Arte, artigianato e design in Puglia. Tradizione, modernità e futuro” a cura di Pierpaolo Lala e Lara Gigante (Piero Manni Editore). Il volume propone un viaggio attraverso l’artigianato artistico e tradizionale pugliese, dalla pietra al legno, dalla ceramica al ferro, dalla cartapesta ai tessuti fino alle luminarie e agli strumenti musicali. Per la Giuria il principale elemento di interesse è stata la capacità di coniugare la tradizione e la memoria con nuove espressioni di creatività e innovazione.

La parola ai lettori

Accanto al lavoro della Giuria del Premio la 44^ edizione vedrà anche il coinvolgimento della Giuria dei Lettori che quest’anno sarà composta da 20 membri chiamati ad esprimersi sulle opere finaliste per l’assegnazione del Premio finale “La Voce dei Lettori”, uno dei riconoscimenti che accompagneranno la fase conclusiva dell’edizione 2026.

 

LA STORIA DEL PREMIO

Nato nel 1982 per iniziativa della famiglia Pugliese-Mazzotti, del Cav. Adriano Zanotto, di un gruppo di amici dello scrittore (Toni Benetton, Cino Boccazzi, Giovan Battista Ceriana, Ugo Fabris, Alessandro Meccoli e Giovanni Vicentini), dell’Associazione “Amici di Comisso”, del Comune di San Polo di Piave e del Touring Club Italiano, il Premio Letterario Gambrinus Mazzotti celebra la figura e l’opera del grande intellettuale veneto. Negli anni si è affermato come uno dei più prestigiosi e autorevoli appuntamenti nel panorama culturale italiano in quanto guidato dai valori e dalle storiche battaglie civili condotte da Giuseppe Mazzotti: la tutela del paesaggio, il rispetto dell’ambiente e la passione per la conoscenza. Nel dettaglio, il Premio seleziona e valorizza le migliori opere dedicate ai grandi temi della contemporaneità e della tradizione, articolandosi su sei sezioni complessive che si alternano di anno in anno in due terne tematiche. Inoltre, durante la cerimonia di premiazione viene assegnato il Premio Finale “La Voce dei Lettori” all’opera che, tra le vincitrici delle rispettive sezioni, ottiene il maggior numero di preferenze dalla Giuria dei Lettori.

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