Economia - pubblicata il 10 Agosto 2020
Fonte: ufficio stampa
Fra aprile e giugno, nel pieno dispiegamento degli effetti economici legati all’emergenza sanitaria, il comparto manifatturiero accusa un fortissimo calo di produzione e fatturato, che si
aggiunge all’andamento già ampiamente negativo del primo trimestre. Su base annua la produzione industriale della provincia di Treviso risulta così in calo del -22%;ancor più intensa la caduta
dell’indicatore in provincia di Belluno (-33%).Per il terzo trimestre prende corpo, però, un parziale rimbalzo delle attività: il 43-47% delle imprese intervistate nei due territori prevede una
significativa risalita dei livelli produttivi.
Treviso, 8 agosto2020.
Ha davvero ragione la BCE a parlare di “riduzione epocale della produzione” nell’Eurozona. Tale è il connotato delle contrazioni che riguardano anche il manifatturiero nei nostri territori(vedi
tabella 1). La variazione congiunturale della produzione in provincia di Treviso risulta del -17,9% tra aprile e giugno, rispetto al primo trimestre 2020; la variazione su base
annua si porta così al -22,2%. Ancor più amplificati gli effetti in provincia di Belluno, in sofferenza per l’occhialeria: qui la variazione congiunturale della produzione è del-24,8%, che
affossa il trend annuo ad un clamoroso -33,6%.
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Tab. 1 – Province di Belluno, di Treviso e Veneto. Andamento dei principali indicatori dell’industria manifatturiera nel secondo trimestre 2020 (variazione % congiunturale e annuale) |
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Indagine su un campione di 2.127 imprese, con almeno 10 addetti, del Veneto per un totale di 82.715 addetti, di cui 80 imprese (con 3.047 addetti complessivi) della provincia di Belluno e |
Analoghe cadute a due cifre si registrano per fatturato, ordinativi interni ed esteri, con giusto una maggiore tenuta (o meglio, una minore flessione) del fatturato estero: -9,1% a Treviso sul
trimestre precedente; -13,3% a Belluno. Questa la fotografia senza precedenti che emerge dalla consueta indagine VenetoCongiuntura di Unioncamere del Veneto: che si basa su un campione di 459
imprese con almeno 10 addetti (per quasi 15.500 addetti) per la provincia di Treviso e di 80 imprese (per oltre 3.000 addetti per la provincia di Belluno.
Emblematica la distribuzione dei giudizi delle imprese per classi di variazione del fatturato (vedi grafico 1 – con dati riferiti al campione regionale, per maggiore
significatività statistica, relativi alla variazione del fatturato sul I trimestre 2020). Oltre il 74% delle imprese del campione conosce contrazione del fatturato; di queste, un terzo accusa
crolli delle vendite superiori al 30%. I settori più in “rosso” sono il legno-arredo, l’occhialeria, l’orafo, la carta-stampa, il tessile-abbigliamento-calzaturiero: in questi ultimi tre
settoriquasi un’azienda su due si colloca nella classe di contrazione più elevata (oltre il -30%).
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Graf. 1 -Fatturato totale in Veneto. Distribuzione percentuale delle imprese per classe di variazione % (rispetto al trimestre precedente)del fatturato totale |
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Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso-Belluno su dati Unioncamere del Veneto – Indagine VenetoCongiuntura |
Non trascurabile, nel quadro nerissimo appena tratteggiato, quel quarto del campione che, invece, dichiara fatturato in aumento, e che si polarizza sostanzialmente attorno a quattrosettori:
l’alimentare, dove è addirittura del 42,2% la quota delle imprese con fatturato in aumento sul trimestre precedente. Per il 9% di queste impresegliincrementi delle vendite sonosuperiori
al +20%;
il settore chimico-farmaceutico (ricompreso nel grafico nelle “altre attività manifatturiere”): anche in questo caso è cospicua la quota di imprese (39,7%) confatturato in aumento, ed è
quasi prossimo al 10% il sottogruppo di imprese con vendite che aumentano a ritmi superiori al +20%;
più divisi fra negatività e positività i settori dei macchinariindustriali e della gomma plastica: un’azienda su tre, ad ogni modo, in questi settori, presenta vendite in
lieve crescita (prevalentemente entro il +10%);
Sono settori o nicchie che, con tutta evidenza, sono riusciti a cavalcare le opportunità offerte dal momento (spesa alimentare, dispositivi di sicurezza, divisori in plastica, filiera della
farmaceutica). Ma che poco attenuano le sorti complessive del comparto manifatturiero, come si può constatare anche da un grado di utilizzo degli impianti che, tanto a Belluno quanto a Treviso,
precipita al 54%; e un portafoglio ordini che si accorcia ulteriormente a poco più di un mese di lavoro assicurato (grafici 2per la capacità produttiva e grafici 8, in appendice, per il
portafoglio ordini).
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Graf. 2-Province di Belluno e di Treviso. |
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Provincia di Belluno |
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Provincia di Treviso |
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Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso-Belluno su dati Unioncamere del Veneto – Indagine VenetoCongiuntura |
Leggiamo in questi numeri il pieno dispiegarsi degli effetti economici legati all’emergenza sanitaria.A livello nazionale, questo impatto si è tradotto in una flessione del PIL del 12,4% tra aprile
e giugno, rispetto al trimestre precedente, secondo le stime preliminari fornite di recente dall’ISTAT (comunicato del 31 luglio scorso). Tra crollo della produzione industriale, calo dei consumi e
degli investimenti, attività turistiche pressoché azzerate,questa flessione di PIL significa minore valore prodotto per 50 miliardi di euro: tale il conto che ormai Covid ha presentato all’economia
italiana, ad oggi.
Ma prendono forma i segnali di ripartenza
Capito lo shock fortissimo subito dal sistema produttivo, ora diventa altrettanto importante ricomporre il quadro dei segnali di ripartenza, che inizialmente molto deboli appena cessato il
lockdown, dal mese di luglio si stanno irrobustendo e stanno dando forma all’auspicato rimbalzo a “V”.
Intanto, una robusta maggioranza degli imprenditori manifatturieri trevigiani e bellunesi (che non scende quasi mai sotto il 40% degli intervistati, nei vari indicatori monitorati) giàconfida nel
terzo trimestre dell’anno per avviare questo percorso di risalita, quando in tempi ordinari solitamente si tirano i remi in barca per la fisiologica pausa estiva.
Nel dettaglio, come si vede anche dal grafico 3 e dalle tabelle a corredo in appendice statistica, il 42,6% degli intervistati (in provincia di Treviso) e il 46,6% degli
intervistati (in provincia di Belluno) prevede che tra luglio e settembre la produzione torni ad aumentare. I settori che più ripongono fiducia in una risalita della produzione (tralasciando
l’alimentare, stabilmente positivo) sono il legno-arredo (quasi 1 imprenditore su 2 ci crede) e l’industria degli apparecchi elettrici ed elettronici (che include gli elettrodomestici) dove il 52%
dei giudizi si polarizza sul possibile aumento della produzione.
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Graf. 3-Province di Belluno e di Treviso. |
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Provincia di Belluno |
Provincia di Treviso |
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Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso-Belluno su dati Unioncamere del Veneto – Indagine VenetoCongiuntura |
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Analoghe distribuzioni di giudizi riguardano il possibile recupero del fatturato. Qualche leggera divergenza permane invece, fra Treviso e Belluno, sui giudizi relativi alla raccolta ordini. Nella
Marca oltre il 41% degli intervistati prevede un recupero della raccolta ordini, sia dal mercato interno che dall’estero. Nel bellunese gli ottimisti, pur restando maggioranza, si collocano sotto
soglia 40%, con una punta di scetticismo in più per la domanda interna.
Ad ogni modo, in entrambi i territori, e per tutti gli indicatori, i saldi tra giudizi positivi e negativi sono a favore dei primi, seppur non di molto. Chiara dunque l’inversione di tendenza nelle
attese, rispetto ai giudizi raccolti a marzo. Altrettanto chiaro, però, un altro fatto: il sistema produttivo non ripartirà tutto assieme e tutto alla stessa velocità. Per una quota significativa
di imprese, che oscilla tra il 27% e il 35% nelle due province, il terzo trimestre potrà essere ancora terreno di contrazione delle performance. Questa possibile situazione riguarda un po’
tutti i settori (alimentare escluso), con un’accentuazione del pessimismo per l’occhialeria, per le imprese che operano nella filiera dell’automotive, per il tessile abbigliamento.
Come osservato nella precedente indagine, shock del genere non si risolvono con la semplice ripartenza meccanica delle attività. Devono riallinearsi i mercati, devono ricomporsi le filiere globali
(con una pandemia ancora in atto, soprattutto nel continente americano); e occorre che nel frattempo non si sia più di tanto alterato l’equilibrio finanziario delle imprese, interessate così in
modo diffuso da un crollo dei flussi di cassa.
Con tutte le cautele del caso, lo spiraglio di una risalita decisa delle attività, colto dalla maggioranza relativa dei nostri imprenditori, viene avvalorato da due indicatori di contesto: da un
lato, i consumi elettrici (fonte Terna, grafico 4) che – con riferimento all’aggregato geografico del Nord – dopo aver conosciuto una flessione del 20% nel mese di aprile
(rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) a luglio riducono al -8% il gap sullo stesso mese del 2019.
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Graf. 4-Italia e regioni del Nord Italia*. |
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Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso-Belluno su dati Terna (dati giornalieri estratti il 3 agosto 2020) |
Ancor più sorprendente l’indicatore-anticipatoreIHSMarkitPMI (grafico 5) per il manifatturiero italiano, relativo al mese di luglio e reso noto lo scorso 3 agosto. L’indice di
sintesi si porta a quota 51.9, che significa miglioramento complessivo dello stato di salute del comparto, dopo il 47.5 di giugno (sotto quota 50 significa ancora peggioramento) e l’inevitabile
débâcle dei mesi precedenti. Non accadeva dal giugno 2018, al manifatturiero italiano, di ritrovarsi con l’indice PMI a questo livello. Il passaggio nell’area dell’espansione (o, se si
preferisce, visto il contesto, della ripartenza accelerata) è sostenuto, secondo l’indagineIHSMarkit, da un aumento della produzione (ormai per il secondo mese consecutivo) favorito dalle migliori
condizioni della domanda (flusso sostenuto di nuovi ordinativi). Con qualche persistente segnale di debolezza nei confronti della domanda estera, che inducono le imprese a mantenere misure di
contenimento dei costi e delle ore lavorate.
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Graf. 5-Italia. |
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Fonte:IHSMarkit (dati raccolti dal 13 al 24 luglio 2020). Comunicato stampa del 3 agosto 2020. |
Il commento del Presidente Mario Pozza
“E’ fondamentale leggere questi dati con una doppia focale – commenta il Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza: da un lato gli indicatori ex post sul
secondo trimestre, le flessioni senza precedenti di produzione e fatturato sopra commentate, ci permettono di acquisire piena consapevolezza del profondo danno inferto da Covid alla nostra
economia. E di quanto sia importante- precisa il Presidente con forza – che tutti si assumano le responsabilità affinché non si ripeta più quel contesto di emergenza sanitaria che ci ha
costretto al lockdown. Se l’economia si ferma una seconda volta, non c’è scampo, visti i numeri che già abbiamo dovuto incassare”.
“Al tempo stesso – aggiunge il Presidente – dobbiamo guardare con attenzione ai diversi segnali che stanno danno forma alla ripartenza delle attività. Senza facili illusioni: ci vorrà
tempo per riprenderci da questo shock. Ma nemmeno restando a piangere sul latte versato. Che tradotto in azione politica – dice il Presidente – significa passare dall’assistenzialismo
indifferenziato ad oltranza, a più mirate misure di sostegno, per quei settori che stentano ad agganciare, per diversi motivi, la ripartenza delle attività”.
“Credo peraltro che sia importante immaginarci una ripartenza in un mondo completamente cambiato rispetto a quello pre-Covid- precisa il Presidente. In quest’ottica le misure di
sostegno alla ripartenza io penso che debbano essere concepite come misure a supporto della trasformazione dei settori e, più in generale, dell’innovazione del Paese. Un’innovazione che,
certamente, dovrà essere inclusiva, socialmente parlando – ci tiene a precisare Pozza – ma che non credo si possa portare avanti prorogando ad oltranza il divieto di licenziamento da parte
delle imprese. E non dico questo nell’interesse delle imprese (alcune delle quali, in giro per l’Italia, hanno già pronte le lettere di licenziamento, ma stanno lì sornione ad aspettare cosa
succede). Penso piuttosto che si faccia del male ai lavoratori a non dire loro che certi posti di lavoro sono decotti; a ritardare il loro inserimento in percorsi di riqualificazione adeguati ad
affrontare i nuovi tempi. Socialmente parlando cosa è preferibile fare: investire risorse per l’occupabilità futura delle persone, o illudere che tutto possa tornare come prima?Non abbiamo imparato
nulla dalla crisi del 2009?”.
A cura dell’Ufficio Studi e Statistica della
Camera di Commercio di Treviso – Belluno
Nota metodologica
L’indagine Veneto Congiuntura del secondo trimestre 2020 – realizzata da Unioncamere del Veneto – si basa su 459 imprese della provincia di Treviso con almeno 10 addetti (per un totale di 15.492
addetti) e su 80 imprese della provincia di Belluno con almeno 10 addetti (per un totale di 3.047 addetti).
Informazioni per la stampa
Silvia Trevisan
Responsabile Comunicazione
Staff della Presidenza
Tel.: 0422-595366 Cell.: 391-3236809
e-mail: silvia.trevisan@tb.camcom.it
Per informazioni
Ufficio Studi e Statistica
Camera di Commercio di Treviso – Belluno
tel. 0422.595239-222
e-mail:statistica@tb.camcom.it
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Tab. 2-Produzione, capacità produttiva, fatturato e nuovi ordini |
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Provincia di Belluno |
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Provincia di Treviso |
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Per il secondo trimestre 2020, indagine su un campione di 80 imprese (con 3.047 addetti complessivi) della provincia di Belluno e su un campione di 459 imprese (con 15.492 addetti Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso-Belluno su dati Unioncamere del Veneto – Indagine VenetoCongiuntura |
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Graf. 6 – Provincia di Belluno. |
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Produzione |
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Fatturato |
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Ordini interni ed esteri |
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Per il secondo trimestre 2020, indagine su un campione di 80 imprese (con 3.047 addetti complessivi) della provincia di Belluno. NB: La ridotta numerosità del campione limita la |
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Graf. 7 – Provincia di Treviso. |
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Produzione |
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Fatturato |
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Ordini interni ed esteri |
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Per il secondo trimestre 2020, indagine su un campione di 459 imprese (con 15.492 addetti complessivi) della provincia di Treviso. |
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Graf. 8 – Province di Belluno e di Treviso. Andamento del portafoglio ordini: giorni di produzione assicurati1° trim. 2013 – 2° trim. 2020 |
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Provincia di Belluno |
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Provincia di Treviso |
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Per il secondo trimestre 2020, indagine su un campione di 80 imprese (con 3.047 addetti complessivi) della provincia di Belluno e su un campione di 459 imprese (con 15.492 addetti Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso-Belluno su dati Unioncamere del Veneto – Indagine VenetoCongiuntura |
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Graf. 9 – Provincia di Belluno. Previsioni per il 3° trimestre 2020 e confronto con previsioni trimestri precedenti. Percentuale di giudizi di aumento, stabilità, diminuzione e |
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Per il secondo trimestre 2020, indagine su un campione di 80 imprese (con 3.047 addetti complessivi) della provincia di Belluno. NB: La ridotta numerosità del campione limita la |
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Graf. 10 – Provincia di Treviso. Previsioni per il 3° trimestre 2020 e confronto con previsioni trimestri precedenti. Percentuale di giudizi di aumento, stabilità, diminuzione e |
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Per il secondo trimestre 2020, indagine su un campione di 459 imprese (con 15.492 addetti complessivi) della provincia di Treviso. |
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