Il distretto dello Sportsystem di Asolo e Montebelluna

A cura dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Treviso – Belluno |Dolomiti


Economia - pubblicata il 02 Ottobre 2023


Fonte: Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Treviso – Belluno |Dolomiti

Le origini del distretto industriale dello Sportsystem di Asolo e Montebelluna risalgono ai tempi della Repubblica di Venezia, quando, in seguito alla riorganizzazione della Marca Trevigiana da parte della Serenissima, la popolazione locale ha trovato più redditizio occuparsi della lavorazione della lana, del cuoio e del legno, rispetto alle più tradizionali attività agricole, dando avvio a Scuole d’Arti e Mestieri.

Fra le varie, quella di maggior successo è stata certamente la corporazione dei “calegheri” (calzolai) che, sviluppandosi nel tempo, ha costituito le basi per il distretto della scarpa sportiva attuale.

Il distretto riconosciuto ufficialmente a livello regionale sin dal 2003, attualmente si estende dai piedi del Montello fino al corso del fiume Piave su un territorio di 15 comuni della Provincia di Treviso cui si aggiunge il contiguo comune di Alano di Piave in territorio bellunese.

La produzione, forse più nota del Distretto a livello nazionale e internazionale, è lo scarpone da sci. Oggi però il Distretto non è più solo orientato alla produzione di calzature e attrezzature per la neve, ma ha saputo rinnovarsi ampliando la gamma delle proprie produzioni: dalle scarpe da calcio, tennis e basket, al segmento outdoor e alle calzature di tutti i giorni. Negli anni, inoltre, si sono aggiunte anche linee di abbigliamento (tecnico e non) oltre che produzioni nel settore delle attrezzature sportive frutto di una continua ricerca ed applicazione di tecnologie e materiali sempre all’avanguardia.

A ciò si aggiunge tutto un indotto che riguarda i produttori di macchinari per le lavorazioni, gli studi di design e di progettazione, le attività commerciali all’ingrosso e al dettaglio e ulteriori altri soggetti, non necessariamente di natura economica, che concorrono al mantenimento del distretto: incubatori, associazioni, enti di formazione ecc..

Negli anni ottanta nasce il Museo dello scarpone e della calzatura sportiva che conserva e valorizza il patrimonio storico e culturale del distretto stesso. Nel Museo sono conservati oltre 2000 oggetti di carattere storico, legati al mondo del design, della progettazione, dell’innovazione tecnologica e della produzione delle calzature sportive, che rappresentano storicamente il frutto del know-how distintivo del distretto.

Sempre negli anni ottanta, i padri fondatori dei marchi storici del distretto hanno costituito un’associazione senza fini di lucro, oggi Associazione dello Sportsystem e dell’Imprenditoria del Montebellunese e dell’Asolano. L’associazione si propone di recuperare e valorizzare la memoria storica del Distretto dello Sportsystem supportando iniziative che contribuiscano alla crescita e allo sviluppo della cultura industriale e imprenditoriale, alla promozione del territorio, allo sviluppo delle pratiche sportive connesse alla valorizzazione dei prodotti delle aziende del territorio.

La coesistenza di imprese diverse per dimensione, strategia e tipologia di prodotto – dalla multinazionale al laboratorio artigiano – è il tratto che ha contraddistinto il distretto e ancora oggi ne caratterizza la sua composizione.

Nell’ambito territoriale del distretto, sulla base dei dati del Registro Imprese elaborati da Infocamere, a fine 2021 risultano coinvolte nelle attività core 249 sedi d’impresa e 56 unità locali dipendenti, che impiegano nel territorio complessivamente oltre 4.750 addetti.

Se si considerano anche le attività più strettamente connesse (tessile e abbigliamento e attività di design specializzate) si conteggiano altre 382 sedi d’impresa e 95 filiali attive che occupano nel territorio poco meno di 2.900 addetti.

Guardando alle analisi delle performance dei distretti industriali curate da Intesa San Paolo, per il distretto della Calzatura sportiva e dello Sportsystem di Montebelluna si osserva per l’anno 2019, ancora esente dagli eventi pandemici, e per un campione di 131 aziende del distretto un fatturato di oltre 2,8 miliardi di euro in crescita sul 2017 del +6% (valori mediani). Per il campione analizzato nel 2020 (140 aziende), il fatturato è quasi di 2,4 miliardi di euro, in flessione, causa pandemia, del -13,7% rispetto al 2019 (valori mediani).

La forte vocazione all’internazionalizzazione del distretto trova conferma nei dati export provinciali. Nel 2020, come gli altri settori del Sistema Moda, anche le calzature e gli articoli sportivi hanno risentito pesantemente della pandemia da Covid-19. Con il 2021 si osserva un netto recupero soprattutto per le esportazioni di Calzature che hanno superato di nuovo il miliardo di euro, di poco sotto i livelli 2019 (-2,5%). In recupero anche le vendite di articoli sportivi: nel 2021 le esportazioni hanno sfiorato i 290 milioni di euro (+14% rispetto al 2020), senza tuttavia raggiungere i livelli pre-pandemia (-5,2% rispetto al 2019).

Più dei due terzi delle vendite di calzature e articoli sportivi si sono indirizzate verso Paesi Ue ed in particolare Francia (14,9% del totale esportato, -13,3% rispetto al 2019), Germania  (14,7% del totale; +2,2% nel biennio 2019-2021) e Spagna (6,3%; -12% rispetto al 2019). Notevole l’accelerazione dei flussi verso la Polonia, soprattutto su base annua (+46,3%).

In area Extra Ue, gli Stati Uniti, terzo mercato in assoluto per le esportazioni di calzature e articoli sportivi, hanno assorbito il 9,9% delle vendite dell’anno, valore in netta crescita rispetto ai livelli 2019 (+31,9%), grazie ad un forte incremento nell’ultimo anno. Positive anche le vendite verso il Canada (+25,8% nel biennio). Al contrario, le esportazioni verso il Regno Unito, secondo mercato extra Ue, hanno conosciuto nel biennio un calo del -31,9%. In forte flessione anche le vendite verso la Russia (-17,5% rispetto al 2019).

 

A cura dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Treviso – Belluno |Dolomiti

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