L’innovazione per attirare i giovani in agricoltura


Economia - pubblicata il 06 Dicembre 2024


Fonte: ufficio stampa Presidenza della Camera di Commercio di Treviso Belluno|Dolomiti

innovazione agricoltura

Belluno, 4 dicembre 2024

L’innovazione come strumento per attirare i giovani verso l’agricoltura e favorire il ricambio generazionale. È il messaggio uscito dal convegno tecnico ‘Innovazione in agricoltura: opportunità e scenari per i territori montani nell’ambito della PAC 2023-2027’ in cui sono state presentati strumenti, approcci e processi per attuare pratiche innovative nel settore.

Ma fare innovazione non significa solo adottare nuove tecnologie, quanto, in primis, guardare a nuovi modelli. Passa attraverso un nuovo approccio che prevede di tenere insieme tutti i soggetti che operano nel settore: agricoltori, accademici, ricercatori, istituzioni, rappresentanti del mondo imprenditoriale, consumatori. Attori che hanno avuto sempre un ruolo importante ma che oggi si possono organizzare in maniera sistemica.

Lo ha spiegato bene Vladi Finotto, professore associato della Venice School of Management di Ca’ Foscari rispondendo alla domanda se sia possibile fare innovazione per l’agricoltura di montagna. Le soluzioni sono tante, ha spiegato, a patto di partire dalle esigenze del territorio e delle imprese, senza necessariamente guardare a modelli lontani. Inutile progettare la Silicon Valley agricola dei prossimi 20 anni, quando mancano le risorse e i sistemi innovativi non sono compatibili con le aziende esistenti.

Più efficace comprendere vincoli, problemi e realtà delle imprese e aiutare il sistema basandosi su tre principi, ha affermato Finotto: Primo, individuare sperimentazioni interessanti che possono essere codificate, replicate e utilizzate altrove; secondo, tenere in considerazione le pratiche dell’imprenditore agricolo e, terzo, trasmettere le conoscenze acquisite ad altre realtà territoriali o imprenditoriali. Lo scopo di un processo innovativo è trovare la soluzione ai problemi, produrre conoscenza, farla circolare e metterla a valore, cioè rendere remunerativo il lavoro in agricoltura.

Con il progetto Sheep Up, sviluppato anche nel Bellunese per preservare 4 razze ovine a rischio estinzione, si è ragionato in questa ottica, ha sottolineato Enrico Sturaro, professore associato dell’Università di Padova. Nonostante le piccole dimensioni, è stato selezionato da EIP Agri Innovation Award tra i 30 migliori progetti europei del 2024. Il punto è creare un ambiente di lavoro in grado di trasferire l’innovazione nei contesti reali, come si è fatto anche in un altro progetto per la misurazione delle emissioni degli allevamenti, non in laboratorio, ma con il metodo del living lab, cioè sul posto. L’imperativo di ogni centro accademico o di ricerca deve rispondere a tre principi: didattica, ricerca e trasferimento e su questo ultimo punto si esprime il nostro rapporto con il mondo delle imprese.

Un esempio concreto lo ha portato Carlo Murer, che con la cooperativa ‘Pascolando’ ha preso in gestione Malga Van a Limana. Qui l’innovazione passa attraverso modelli sociali, ambientali e tecnologici integrando al contempo pratiche tradizionali quali la turnarietà, la produzione di cibo a km zero, la fiducia della comunità e l’attrazione di turisti.

Infine, rimane fondamentale la formazione, come ha detto Ezio Busetto, dirigente scolastico dell’Istituto Agrario Della Lucia. C’è un grosso investimento nel settore e grande attenzione. Siamo al massimo storico di iscritti, oltre 500 e l’implementazione delle strategie innovative dell’istituto passa attraverso un lavoro di rete che coinvolge le imprese

L’innovazione è una delle priorità del Programma di sviluppo rurale e la Commissione europea favorisce un approccio di collaborazione tra i diversi soggetti. Accanto alla PAC – la Politica Agricola Comunitaria – l’Europa ha previsto infatti un canale di finanziamento per progetti del settore primario con caratteristiche innovative. Non a caso lo strumento scelto è Horizon, il programma europeo che finanzia la ricerca.

Il convegno ‘Innovazione in agricoltura: opportunità e scenari per i territori montani nell’ambito della PAC 2023-2027’ è stato organizzato dalla Camera di Commercio Treviso-Belluno | Dolomiti e dal Centro Europe Direct Montagna Veneta. L’iniziativa ha affrontato sfide e opportunità per il settore agricolo montano, proponendo soluzioni innovative per uno sviluppo sostenibile, in linea con le priorità europee della PAC, la Politica Agricola Comune e del sistema AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System).

È oramai evidente – dichiara il Presidente della Camera di Commercio di Treviso – Belluno |Dolomiti  Mario Pozza come l’innovazione, considerando con ciò anche la transizione digitale ed ecologica in cui la Camera è fortemente impegnata, rappresenti una necessità imprescindibile per accrescere la competitività di tutti i settori, anche del settore primario.

Puntiamo, infatti, a tenere sempre alta l’asticella della qualità del Made in Italy e a garantire così produzioni rispettose dell’ambiente e della sostenibilità sociale ed economica.E questo vale anche e soprattutto per l’ambito agricolo: i prodotti d’eccellenza uniti alla creatività innovativa sono la fama della cucina italiana, buona e salutistica con cibi sani e nutrienti.

Dal 2021 al 2023  – continua Pozza – la Camera di Commercio di Treviso-Belluno | Dolomiti ha stanziato oltre 2,3 milioni di euro a fondo perduto a favore delle micro, piccole e medie imprese per l’acquisizione di beni strumentali, servizi e soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali, beneficiando 309 imprese. Tra queste, ci sono numerose aziende agricole che hanno  introdotto, grazie ai nostri contributi, innovazioni significative sia nella produzione che per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti.  Inoltre, la Camera di commercio sostiene attraverso i propri bandi annuali numerosi interventi e progetti a beneficio del settore primario.
Per questo è importante diffondere il messaggio che propone il seminario “Innovazione in agricoltura”, in cui si valorizza lo scambio di conoscenze tra persone, organizzazioni e istituzioni, come insegna Akis che, accompagnato alla valorizzazione delle competenze, diventa fattore fondamentale per sostenere la crescita e il miglioramento continuo.

Eventi come questo – conclude il Presidente Pozza – sono fondamentali per offrire nuove prospettive sul fare impresa in agricoltura, soprattutto in montagna, e per stimolare i giovani a considerare il primario come un settore strategico e innovativo e di impegno per il loro futuro. Occorre un lavoro condiviso per puntare a un’agricoltura quale  modello di sostenibilità e innovazione, capace di valorizzare i territori e l’operato di imprenditrici e imprenditori, e che sia in grado di rispondere attraverso la conoscenza alle sfide  del futuro.

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