Economia - pubblicata il 17 Ottobre 2023
Fonte: Articolo a cura del dott. Renato Chahinian
Già nel precedente articolo di presentazione generale dell’argomento (“Investire a Treviso e Belluno” del 24 luglio scorso) abbiamo richiamato la rubrica “Investire a Treviso” di alcuni anni fa ed ancora presente nel nostro sito, la quale metteva in luce i principali motivi di attrazione di nuovi investimenti in provincia di Treviso. Con l’intento di aggiornare sinteticamente i principali motivi attuali per investire in tale provincia ed in quella confinante di Belluno (tenendo conto che ora i due territori sono economicamente connessi), lo stesso articolo ha individuato alcuni elementi generali di interesse, fondando le motivazioni di convenienza sui principi dello sviluppo sostenibile.
Ora, si intende proseguire su questa traccia, allargando il discorso proprio a questi requisiti, con il fine ultimo di orientare gli investimenti esteri in cerca di soluzioni soddisfacenti nelle due province, non per propagandare acriticamente le attrazioni territoriali, ma per evidenziare gli elementi presenti che possono ottenere risultati interessanti non soltanto dal punto di vista economico, ma anche sotto l’aspetto sociale ed ambientale.
Si propone quindi una nuova rubrica dal titolo “Investire a Treviso ed a Belluno”, i cui articoli amplieranno le riflessioni e gli spunti già presenti nel precedente articolo, anche rivedendo altri pezzi pubblicati nel sito, in modo da evidenziarne le caratteristiche di sostenibilità per nuovi investimenti.
Ovviamente la scelta responsabile spetta sempre all’investitore, ma è anche dovere del territorio di presentarsi in maniera trasparente per offrire occasioni valide di finanza sostenibile e non mere iniziative di greenwashing o di socialwashing.
La finanza sostenibile ed i suoi elementi distintivi
Considerato che oggigiorno si va sempre più affermando nel mondo un modello di sviluppo che parta dall’investimento sostenibile, è opportuno accennare brevemente ai suoi elementi distintivi per chiarire meglio i criteri di valutazione per la sua scelta.
In linea generale, mentre sino a qualche tempo fa prevaleva il principio del massimo rendimento di un qualsiasi impiego di capitale (il cui profitto andava a remunerare il più possibile gli investitori di capitale di rischio e di credito), ora si pensa ad una crescita economica che parallelamente si accompagni allo sviluppo sociale ed a quello ambientale. Ciò significa che comunque vengono remunerati i fornitori di capitale con un equo compenso, ma parte dei profitti va pure a finanziare iniziative per migliorare il contesto sociale e gli stakeholder aziendali ed altri interventi di natura ecologica (soprattutto per scongiurare il pericolo dei cambiamenti climatici e per tutelare la biodiversità).
Questa rinuncia degli investitori ad ottenere per sé il massimo profitto non avviene senza contropartite, innanzi tutto poiché costoro contribuiscono ad affermare il lodevole comportamento etico di ridurre le gravi difficoltà del mondo e di assicurare un futuro vivibile alle nuove generazioni, ma anche in quanto, dal punto di vista economico, si verificheranno notevoli vantaggi nel medio – lungo termine. Infatti, un investimento sostenibile è meno rischioso nel tempo, proprio perché contribuisce preventivamente ad evitare o a ridurre le tensioni ecologiche e sociali che si presenteranno in futuro. In questo modo, si potranno abbassare od annullare tutti i maggiori costi conseguenti (che invece dovranno sostenere le imprese che attuano investimenti non sostenibili). Alla fine, se l’investimento virtuoso è ben programmato e gestito, anche il profitto finale risulta maggiore per l’investitore e crea pure uno sviluppo equilibrato nella comunità di riferimento. Inoltre, cresce anche la competitività di mercato dell’impresa finanziata, dato che aumenta il suo livello di reputazione ed il prezzo dei suoi prodotti può salire per effetto di una migliore qualità in termini di sostenibilità (la maggiorazione di prezzo crea inflazione se il prodotto rimane invariato, non se lo stesso viene migliorato).
I tre elementi-chiave di tale processo di sviluppo sono contraddistinti dall’acronimo ESG (environmental, social, governance) che devono mettere in luce la quantità e qualità dei contenuti ambientali e sociali esistenti nelle strategie d’impresa e se il “governo” dell’azienda (ossia il suo management) è in grado di assicurare un’efficace ed efficiente gestione per ottenere comunque gli obiettivi dichiarati ed anche i più favorevoli risultati economici attesi. Poiché occorre un notevole impegno e capacità per realizzare tutto ciò, sorgono molte iniziative sostenibili soltanto di facciata o marginali. Pertanto, è importante saper valutare bene le strategie effettive. Proprio per aiutare l’investitore estero in tale ricerca, si cercheranno di evidenziare le principali caratteristiche di sostenibilità del tessuto socio-economico-ambientale delle due province di Treviso e di Belluno.
La sostenibilità del territorio
Facendo riferimento alle indicazioni già segnalate nell’articolo precedente, si può notare che:
In conclusione, si vuole prospettare un investimento responsabile per un territorio responsabile.
I prossimi articoli saranno orientati ad evidenziare e promuovere questo fine.