Treviso, 25 settembre 2026
Il commento del Presidente Francesco De Bettin
«Credo sia interessante quanto portato a sintesi nel titolo di questo report sull’interscambio commerciale delle nostre due province nel primo semestre 2026: c’è una sostanziale tenuta della capacità esportativa delle nostre imprese, vista in termini complessivi, ma appena si sposta l’analisi ai settori e ai mercati, si colgono dinamiche differenziate, o in certi casi che si annullano a vicenda, figlie della complessità geopolitica di questi tempi – commenta Francesco De Bettin, Presidente della Camera di Commercio di Treviso -Belluno|Dolomiti.
Emblematica la situazione di Belluno: un’apparente tenuta dell’export provinciale, ma che in realtà nasconde tre dinamiche divergenti. L’export dell’occhialeria in calo (-4,6% causa flessioni anche in Messico ed Emirati, oltre che negli USA); sostanzialmente stabili i macchinari industriali (-0,5%); in crescita esponenziale le vendite di prodotti di elettronica e di apparecchi medicali (+151% da 86,5 milioni dei primi sei mesi dell’anno scorso agli attuali 217,3 milioni). Un dato tutto da studiare, che probabilmente include le prime produzioni pilota di “smart glasses” oltre alla crescente domanda di sistemi di controllo per la filiera del freddo, a scopo di efficienza energetica e di manutenzione predittiva.
Altrettanto interessante la situazione di Treviso: considerando i primi 15 settori per export, quattro, purtroppo tra i più rilevanti, sono “in rosso”, ma gli altri undici tengono o addirittura crescono, anche in USA. Il report le analizza uno ad uno.
I quattro settori in sofferenza sono i macchinari industriali, il legno-arredo, l’elettrodomestico, il tessile-abbigliamento. Ma anche all’interno dei singoli settori si ripropone questo tema delle dinamiche divergenti – continua De Bettin.
Prendiamo i macchinari trevigiani: scontano flessioni soprattutto nei mercati extra-Ue (-9,6%), assai meno in ambito Ue (-0,8%). Per di più, restando all’ambito extra-Ue, le vendite sono in crescita verso gli USA (+8,6%) e il Regno Unito (+10,2%). Purtroppo, queste dinamiche non riescono a compensare i forti cali verso India (-43,9%; -15 milioni), Cina (-67,9%; -37 milioni) ed Emirati Arabi Uniti (-75,5%; -30,6 milioni). Per Cina e India si tratta di una discontinuità negativa importante rispetto agli anni precedenti. Vedremo – si domanda De Bettin – se sono oscillazioni legate a commesse o effetti collaterali delle guerre commerciali: il mio parere è che dietro questi dati ci possano essere anche primi sentori, soprattutto dalla Cina, di autosufficienza tecnologica, che vanno a ridurci strutturalmente spazi di mercato. Quanto al calo negli Emirati Arabi Uniti penso che la lettura sia relativamente più semplice: il confronto è con un periodo caratterizzato da flussi di vendita eccezionali, nel quadro di quegli investimenti crescenti che si stavano facendo in quel quadrante geografico, poi interrotti dalla scellerata crisi di Hormuz.
Degli undici settori trevigiani in positivo, cinque sono “in tenuta”: bevande (sostanzialmente Prosecco), calzature (anche qui, in crescita in ambito Ue, in calo nei mercati extra-Ue), gomma plastica, chimica e farmaceutica, carta e stampa. Crescono: il settore degli articoli sportivi (fra le attività core del nostro distretto di Montebelluna), l’industria alimentare, la carpenteria metallica, le apparecchiature elettriche, la metallurgia, i mezzi di trasporto e componentistica per l’automotive.
Quest’ultimo segmento merita una mia ultima considerazione – conclude De Bettin: accusa una flessione dell’export soprattutto in ambito Ue (-7,3%). Tiene però verso l’extra-Ue (+22,1%), in particolare verso USA, Serbia (dove ci sono stabilimenti Stellantis) e Turchia (come noto, uno dei più importanti hub di produzione automobilistica al mondo). Questi dati ci permettono di evidenziare la grande capacità dei nostri imprenditori trevigiani di seguire l’evoluzione delle filiere a livello globale. Ma è evidente, negli scenari che abbiamo, che questo processo va rafforzato e replicato per tutti i nostri settori: bisogna sviluppare una nuova intelligenza strategica sull’evoluzione di queste filiere e su quale valore aggiunto noi, come sistema Treviso e Belluno, possiamo portare in queste filiere, in modo distintivo.
Il quadro nazionale e regionale
Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni nazionali sono aumentate del +4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma con un contributo più marcato del Centro (+11,9%) grazie, in particolare, alla farmaceutica in Toscana. Si ferma invece al +1,9% la performance del Nord-Est nel suo insieme.
L’aggregato complessivo delle esportazioni venete cresce del +4,1% nello stesso periodo considerato. Ma il contributo principale a questa crescita viene dalla cantieristica navale, i cui valori export passano dal “pressoché niente” del primo semestre 2025 a 1,2 miliardi di euro, in quasi raddoppio (+82%) anche rispetto al primo semestre 2024. Questo picco spiega i tre quarti del saldo attivo regionale (+1,2 miliardi di euro su 1,65). Senza la cantieristica navale la variazione tendenziale dell’export veneto risulterebbe del +1,1%.
Le esportazioni della provincia di Treviso
Nel periodo considerato la provincia di Treviso ha esportato 7,7 miliardi di euro, per una variazione tendenziale (primo semestre 2026 sullo stesso periodo dell’anno precedente) appena sotto la soglia della stazionarietà: -0,9%. Questa variazione lievemente negativa corrisponde a minori vendite per quasi 71,5 milioni di euro. Ma è interessante notare (vedi grafico incluso al presente report) che fra le prime 15 voci merceologiche, solo quattro sono in “rosso” (presentano variazioni negative) mentre tutte le altre, come ora vedremo in dettaglio, tengono o evidenziano significativi aumenti delle vendite all’estero.
Le quattro voci merceologiche “in rosso” sono tra i settori di punta dell’export trevigiano, e in tal senso condizionano il risultato provinciale complessivo. Sono: macchinari (-4,7%), mobili (-4,2%), elettrodomestici (-4,9%), tessile e abbigliamento (-3,3%).
I macchinari scontano flessioni soprattutto nei mercati extra-Ue (-9,6%) rispetto ad una sostanziale tenuta in ambito Ue (-0,8%). Al di fuori dei confini comunitari si notano dinamiche piuttosto differenziate tra mercati: le vendite sono in crescita verso gli USA (+8,6%) e il Regno Unito (+10,2%), che tuttavia non riescono a compensare i forti cali verso India (-43,9%; -15 milioni), Cina e Hong Kong (-67,9%; -37 milioni) ed Emirati Arabi Uniti (-75,5%; -30,6 milioni. Per Cina e India si tratta di una discontinuità negativa importante rispetto agli anni precedenti, al di là delle oscillazioni per effetti-commessa. Mentre per gli Emirati Arabi Uniti il confronto è con un periodo caratterizzato da flussi di vendita eccezionali. Per i mobili la sofferenza si estende a tutti i mercati, con davvero poche eccezioni, non di rilievo in termini di peso economico (se non forse per il Canada: +57,5%, da 15,6 a 24,6 milioni di euro). Analoga situazione per gli elettrodomestici, con giusto un segnale di tenuta in Germania (+12,5%).
Più ampio il gruppo dei principali settori che presentano un export in crescita o in sostanziale tenuta. Ne facciamo una rapida disamina:
- Il settore delle bevande, come noto, include sostanzialmente l’export di Prosecco. Nel periodo considerato cresce su base annua del +1,8% in controtendenza positiva rispetto alle altre province venete ad alta vocazione vinicola (Verona: -6,9%; Venezia: -22,4%). Il risultato positivo è sostenuto dalle vendite nei principali mercati in ambito Ue (Germania, Francia). In diminuzione, invece, il mercato USA (-3,9%): ma il confronto, come si ricorderà, è con un primo semestre 2025 caratterizzato dagli “anticipi di domanda” per timore dei dazi (+10,8%). Gli USA continuano ad assorbire quasi un quarto delle vendite trevigiane di Prosecco;
- calzatura sportiva, la variazione complessiva è del +0,2%, ma fa media di una buona crescita nei mercati Ue (+6,4%, con picchi a due cifre in Germania e in Austria), contro il -15,5% nei mercati extra-Ue, dove incidono molto le flessioni verso gli USA (-23,9%, ma anche in questo caso il confronto è con picchi di vendite preventive del primo semestre 2025) e verso il Regno Unito (-10,0%);
- decisamente più performante l’export per gli articoli sportivi (sempre espressione del distretto dello Sportsystem): +9,3% in media, che diventa +18,1% in ambito Ue. Nei mercati extra-Ue il bilancio semestrale è la sostanziale tenuta (+0,9%) che tuttavia occulta interessanti polarizzazioni. Calo del -5,5% sul principale mercato in assoluto (USA), cui si aggiunge il -22,0% in Giappone; crescita in Canada (+68,4%) e nel Regno Unito (+57,3%), un singolare exploit in Singapore (da poche centinaia di migliaia euro, a 2,4 milioni di vendite);
- La carpenteria metallica chiude un semestre decisamente positivo sul fronte export: +4,1% nel complesso con minime differenze tra mercati Ue ed extra-Ue. Spiccano le variazioni sopra le due cifre verso Germania, Romania e Spagna, come anche verso gli USA (+25,6%). Che diventano particolarmente accentuate per Canada, Messico e Turchia.
- Ancor più positive le dinamiche export per il settore alimentare: +9,6%, di cui +7,5% in ambito Ue e +15,7% in ambito extra-Ue. Interessanti i dati di dettaglio. Guardando ai principali mercati Ue, solo in Francia l’export trevigiano cala, in Germania cresce debolmente (+3,8%), mentre corre a due cifre in Grecia, Spagna, Paesi Bassi, Croazia e Polonia. Anche negli USA, nonostante i dazi (pur calmierati), il food trevigiano porta a casa maggiori vendite per un +14,1% (da 22 a 25 milioni di euro). Il segmento che pesa di più nell’export alimentare trevigiano è quello della pasta e dei prodotti farinacei, con dinamiche poco sotto la media di settore; il segmento del caffè e degli integratori è invece quello più performante; ma vanno bene, a ritmi meno sostenuti, anche il settore delle carni e il lattiero-caseario.
- Le vendite all’estero di altre apparecchiature elettriche segnano una crescita complessiva del +8,1%, trainata soprattutto dai mercati extra-Ue (+16,2%), che beneficiano principalmente del balzo degli USA (da 9,1 a 23,1 milioni di euro). Il segno è positivo anche per l’area Ue (+4,3%). Dal dettaglio merceologico emerge che il principale contributo a questa performance è dato dalla voce “motori, generatori e apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità” (+12,4%; pari a maggiori vendite per +14,2 milioni). In netto aumento anche le apparecchiature di cablaggio: passano da 18,3 a 29,5 milioni di euro (+61,3%).
- L’export di mezzi di trasporto e componentistica cresce complessivamente del +4,3%, trainato principalmente dai mercati extra-Ue (+16,9%), dove spicca soprattutto il balzo degli USA. Al contrario le vendite all’interno dell’Unione Europea sono in lieve diminuzione (-1,2%). Questi andamenti divergenti trovano più chiara spiegazione scomponendo la “componentistica automotive” dagli “altri mezzi di trasporto”. La prima continua a soffrire la crisi dei grandi gruppi europei dell’auto (soprattutto Germania), scontando una flessione del -7,3% in ambito Ue (-8,3 milioni di euro). Tiene però l’export di componentistica automotive verso l’extra-Ue (+22,1%), in particolare verso USA, Serbia (dove ci sono stabilimenti Stellantis) e Turchia (uno dei più importanti hub di produzione automobilistica al mondo, con la presenza dei più rilevanti player, ancora Stellantis ma anche Ford, Renault, Toyota, Hyundai e Mercedes per veicoli commerciali e autobus). Dunque, si può ben affermare che i fornitori trevigiani stanno ben seguendo la riorganizzazione dei flussi globali della filiera automotive. Altra storia il comparto degli “altri mezzi di trasporto” (che comprendono cicli, motocicli, e-bike e altra mobilità): le vendite all’estero crescono del +12,3%, più sostenute in ambito Ue (+19,5%).
- In deciso aumento (+10,0%) anche l’export di prodotti metallurgici, sostenuto sia dall’area Ue (+8,5) che extra-Ue (+13,8). La crescita nell’area Ue è riferibile al recupero del mercato francese e dal rafforzamento delle esportazioni verso la Germania e l’Europa Orientale (Polonia, Slovacchia). Al di fuori dell’Unione Europea il maggior contributo alla crescita arriva dall’Indonesia dove le esportazioni sono passate da 808 mila a 31,4 milioni di euro. In controtendenza negativa, rispetto all’andamento generale, gli Emirati Arabi Uniti.
- Le esportazioni di prodotti in gomma e plastica registrano un lieve aumento (+2,0%), risultato di andamenti differenziati tra i mercati dell’Unione europea (+4,8%) e quelli extra-UE (-6,0%).
- L’export di prodotti chimici, farmaceutici e prodotti sintetici – che rappresentano il 2,6% del totale provinciale – è stabile (+0,3%). Risultato medio fra tenuta delle vendite in ambito Ue (+1,3%) ed una lieve flessione per l’area extra-Ue (-2,3%).
TREVISO. Esportazioni totali e per principali voci merceologiche

| Valori assoluti
gen. – giu. 2026 (dati provv.ri in mgl. €) |
Variazioni %
gen. – giu. 2026 / gen. – giu. 2025 |
Fonte: elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso – Belluno su dati ISTAT
Le esportazioni della provincia di Belluno
Nel primo semestre 2026 il valore delle esportazioni della provincia di Belluno sfiora i 2,7 miliardi di euro, registrando una lieve aumento del +1,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Questo lieve incremento, tuttavia, fa media, come osservato anche nei precedenti approfondimenti, dei differenti andamenti delle principali filiere provinciali. L’occhialeria registra un’ulteriore flessione del -4,6%, è sostanzialmente stabile il settore dei macchinari (-0,5%), in significativo aumento (+151%) gli apparecchi di elettronica/misurazione. Queste tre voci coprono quasi l’87% dell’export provinciale.
L’occhialeria sconta il calo strutturale dei flussi export verso gli USA (da 509,3 milioni di gennaio-giugno 2024 agli attuali 221,2 milioni di euro). Questo mercato determina il grosso della flessione complessiva del -10,0% verso l’area extra-Ue, ma l’export scende anche verso il Messico (-23,7%) e gli Emirati Arabi Uniti (-18,2%). In crescita invece l’export di occhiali verso Regno Unito, Turchia e Svizzera. Variazioni positive si registrano anche nei principali mercati Ue, ad eccezione della Francia, che sconta invece una flessione del -6,4% (-15,2 milioni).
Al netto dell’occhialeria l’export bellunese cresce del +19,5%. Questo risultato incorpora la sostanziale stabilità dei macchinari, seconda voce provinciale per valore esportato. La variazione è del -0,5% rispetto alle vendite del primo semestre 2025, e fa media di un calo del -2,6% verso l’area Ue e di un aumento del +3,4% verso l’area extra-Ue. Per l’Unione Europea il calo è riferibile alla contrazione delle vendite verso Germania, Spagna, Polonia e Belgio. Sono invece in crescita Francia e Repubblica Ceca. L’area extra-Ue beneficia dell’incremento delle vendite verso Regno Unito, Nigeria, Cile e Norvegia. È, invece, in calo l’export verso gli USA, risultato in parte atteso dopo l’anticipo delle consegne dello scorso anno per il timore dei dazi.
I prodotti di elettronica, apparecchiature medicali e di misurazione proseguono nella crescita esponenziale delle vendite (da 86,5 milioni dei primi sei mesi 2025 ai 217,3 milioni di euro del semestre attuale). Come già osservato, un incremento così rapido potrebbe essere determinato dalla crescente richiesta di integrazione di sistemi di controllo nella filiera della refrigerazione, a scopo di efficienza energetica e di manutenzione predittiva, come anche dalla probabile inclusione degli “smart glasses” fra i codici doganali riferiti ai prodotti con una forte componente di elettronica e di connettività.
Nel primo semestre trovano, infine, conferma, le differenti dinamiche, osservate nel precedente monitoraggio, per le altre voci dell’export bellunese.
Prosegue, in particolare, la perfomance positiva dell’alimentare (+8,4%). A far da traino i principali mercati infra-Ue27 (Danimarca, Polonia e Spagna) ed extra-Ue (Stati Uniti ed Australia).
Le esportazioni sono, invece, in calo per il legno (-13,3%) e per i mobili (-20,6%). Per i mobili pesa la progressiva riduzione della domanda statunitense, mentre per il legno la flessione si concentra sul mercato sloveno. Ma va ricordato che quest’ultimo mercato lo scorso anno aveva registrato un picco eccezionale di vendite. È, invece, in recupero il mercato francese.
La diminuzione, infine, del -16,6% il tessile e abbigliamento, è riferibile principalmente alla riduzione delle vendite verso la Polonia, mercato che nel primo semestre del 2025 era stato interessato da un picco eccezionale di flussi export.






